Sicurezza
A 80 anni il barbiere Giulio riprende in mano forbici e rasoio
Giacomelli è ripartito dopo il lockdown: «Mi piace quello che faccio Ho clienti affezionati e finché non mi trema la mano vado avanti»
SANTA CROCE. Dopo oltre due mesi di serranda abbassata forzatamente, alla veneranda età di 80 anni ha ripreso in mano schiuma e rasoio per fare la barba ai suoi affezionati clienti: nemmeno il lockdown da coronavirus ha fiaccato lo spirito di Giulio Giacomelli, storico barbiere di Corso Mazzini a Santa Croce. La sua attività è uno delle più vecchie della città della pelle, fu aperta dal padre Venero e poi rilevata appunto da Giulio. Che non si è perso d’animo, nonostante potrebbe tranquillamente stare a casa a godersi la pensione. E invece no, Giulio la mattina si alza e va in barberia, come ha fatto decine di migliaia di volte nella sua vita. Ha dovuto chiaramente adattarsi, sanificando il locale e utilizzando dispositivi monouso (come asciugamani e copri sedile), oltre a dover indossare la mascherina.
Ma, a parte questo, nel suo negozio non è cambiato niente: «Il lavoro – racconta – è lo stesso di prima, anche se dobbiamo adeguarci alle nuove direttive. Ma ho la fortuna di avere dei clienti affezionati che sono tornati. E sinceramente non ne potevo più di stare a casa senza far nulla...». Ma perché Giulio non attacca il rasoio al chiodo? «Mi piace quello che faccio. Finché sto bene vado avanti, l’importante è – sorride – che non mi tremi la mano». D’altronde Giacomelli ha iniziato a “insaponare” (cioè a lavare le teste) quando aveva 10 anni, poi ha imparato il mestiere dal padre. In un corso Mazzini dove tante serrande sono abbassate, quella alzata del “vecchio Giulio” è un importante atto di resistenza e un messaggio di speranza. —
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