Il Tirreno

Pontedera

La Mostra del tartufo si farà e sarà “diffusa” in tutto il centro di San Miniato

Nilo Di Modica
La Mostra del tartufo si farà e sarà “diffusa” in tutto il centro di San Miniato

Logistica, temi e accessi, le idee di un gruppo di architetti. Giglioli: «Stimoli importanti, speriamo»

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SAN MINIATO. Ripensata, allargata o “diluita”, ma la Mostra del Tartufo si farà. O almeno ci si prova. Questo lo spirito della Fondazione San Miniato Promozione, che proprio in questi giorni sta visionando un importante contributo per ripensare la festa giunto dall’Associazione Architettura e Territorio “Lanfranco Benvenuti”. Quattro intuizioni di Paolo Posarelli, Giovanni Settesoldi, Marzio Ottobri e Giulio Castaldi arrivate in risposta ad una proposta di collaborazione. «Terminata la Mostra del 2019 iniziammo subito a qualcosa di diverso per il cinquantesimo, per innovare e sviluppare il format dell’evento – spiega Fabrizio Mandorlini, della Fondazione –. Pensammo quindi all’associazione Benvenuti». Nel mezzo, poi, ci si è messo il Covid. «Serviva un salto di qualità. Ora più che mai è decisivo – dice il presidente di San Miniato Promozione, Delio Fiordispina –. Di qui il nuovo invito agli architetti a pensare la Mostra anche in tempi di coronavirus, fra necessità di distanziare e la voglia anche di sfruttare angoli tutti da scoprire del nostro centro».

«Serve una “diluizione” della festa – spiega Posarelli –. Il centro storico è pieno di spazi di natura privata, come piazza Grifoni, ma anche di chiostri che alcuni sanminiatesi nemmeno conoscono. Tutte aree secondo me da riscoprire in un’ottica di allargamento e coinvolgimento del centro».

TEMI E QUARTIERI. Un’area dedicata più specificamente a eventi e aspetti culturali «che potrebbe andare da via Catena a Palazzo Grifoni»; ma anche un settore tutto dedicato al gusto, ovviamente a San Domenico, Piazza del Popolo e via IV Novembre. Senza dimenticare che San Miniato è anche paesaggio: «un’area verde sotto la città potrebbe essere spesa per una tematizzazione che valorizzi il paesaggio e la campagna, con percorsi ma anche eventi dedicati ad esempio ai cani da tartufo, come una gara internazionale o spazi di addestramento». Ipotizzata anche un’area tutta dedicata alla storia, fra piazza Repubblica, San Francesco e piazza Dante. «Il filo conduttore è ovviamente il gusto – dice Sandro Saccuti, dell’associazione – ma in un’ottica che potrebbe rappresentare un’organizzazione che vada anche oltre la Mostra, non esclusivamente temporanea. Qualcosa che si innesti in una rete di cui faranno parte anche la ciclopista dell’Arno e la via Francigena». «Aree da collegare attraverso percorsi tematici – specifica Ottobri. – con edifici storici ripensati come contenitori di servizi».

INGRESSI . «Fino ad oggi il principale punto di accesso è stata piazza Dante, poi ci sarebbe lo spiazzo dell’ITC – continua Posarelli. – Perché allora non pensare a più di una navetta? Due ingressi riuniti in un percorso circolare più ampio, dalla stazione ferroviaria e San Miniato alla Valdegola». «Accessibilità diffusa che potrebbe dialogare tanto con iniziative di car sharing, quanto con la rete ciclopendonale». «Ma anche – aggiunge Settesoldi – con partnership con concessionarie e case automobilistiche per far vivere ai visitatori veri e propri test drive, con accompagnatore e “stazioni” di intrattenimento».

COMUNICAZIONE. «San Miniato può essere il punto di riferimento italiano del tartufo bianco, ma serve un network tutto da migliorare anche sul fronte della comunicazione e di internet – dice Settesoldi. – Nuovo design, nuova qualità degli stand al costo di togliere qualcosa che col territorio c’entra poco. Dialogo fra comunicazione analogica e digitale, svecchiamento del logo». Si parla anche di shop on line, un sito dedicato, un app o possibilità di prenotazioni on line ai ristoranti. Ma anche di un nuovo nome: «perché Mostra e non Fiera? ». Ipotizzata, su proposta di Castaldi, anche la creazione di una commissione tecnica. Soddisfatti Fiordispina ed il sindaco Simone Giglioli. «Adesso serve una selezione delle idee – dice il presidente di San Miniato Promozione – a partire da criteri di fattibilità tecnica e di urgenza, non abbiamo molto tempo».

«Dobbiamo pensare – sottolinea il sindaco – che a meno di recrudescenze dell’epidemia in inverno la Mostra si possa fare. Quelle dell’associazione Lamberti sono stimoli importanti». –

Nilo Di Modica .

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