Lutto
Da Monni al rincaro delle tute Pontedera si rituffa nel 1975
Presentata la 37ª edizione dell’Almanacco cittadino curato da Michele Quirici e Benozzo Gianetti: «Un racconto corale tra foto e documenti speciali che narrano la storia della città»
PONTEDERA. In costante tensione tra passato e presente, torna l’Almanacco pontederese per la sua 37ª edizione. Un appuntamento tradizionale per la città che, nelle pagine stampate dalla storica Bandecchi & Vivaldi, rivive la propria storia. Per quest’anno, sotto la lente d’ingrandimento dei curatori Benozzo Gianetti e Michele Quirici, c’è il 1975. E mai come quest’anno, sfogliare l’Almanacco pontederese è importante: Pontedera, nel 1975, aveva superato da una trentina d’anni la Seconda guerra mondiale e da poco meno di dieci l’alluvione. Due sfide epocali, che hanno segnato la memoria collettiva e che oggi, di fronte all’ennesimo ostacolo, ci fanno sperare in un domani migliore.
RICOMINCIARE DA IERI
«Non c’è modo più bello di riaprire la sala del Consiglio se non presentando la nuova edizione dell’Almanacco pontederese». Il sindaco Matteo Franconi, dopo mesi difficili, prova a riassaporare la normalità. «Questo è un lavoro fatto da tante persone che ogni anno mettono passione e dedicano tempo e risorse alla nostra città – dice – è un piccolo mattoncino, ma ci serve per ripartire e pensare al domani». Come detto, passato e presente. Ma anche domani, perché l’Almanacco è un modo di pensare al futuro, guardando a ieri. «È dal 1984 che viene realizzato l’Almanacco pontederese – afferma Michele Quirici – un racconto corale della città, tra foto e documenti speciali che narrano la storia di Pontedera».
RACCONTARE oggi
La stesura della trentasettesima edizione è stata in dubbio: l’epidemia ha rischiato di far saltare un appuntamento della tradizione pontederese. «Un momento di smarrimento, che è durato solo una mezza giornata – sorride Marco Macelloni della Bandecchi & Vivaldi – insieme a Romina Bartolini e Alex Paladini, però, abbiamo avuto il coraggio di lanciarci e di non mancare all’appuntamento». L’Almanacco, quest’anno dedicato anche alla figura di Dino Carlesi in occasione del decimo anniversario dalla sua scomparsa, racconta il 1975 attraverso notizie, foto e curiosità di una Pontedera che non c’è più, ma che continua a vivere e a pensare al domani. «Grazie all’aiuto di Daniele Pieraccioni, titolare di Mind4U, abbiamo potuto allestire un nostro store digitale – continua Macelloni – per quest’anno, quindi, abbiamo deciso di mettere in vendita l’Almanacco esclusivamente on-line, potendo riceverlo così direttamente a casa propria». Passato, presente e futuro in un legame inscindibile. Con Pontedera sullo sfondo.
IL CONTENUTO
«L’idea di un almanacco è nata per fare qualcosa che rimanesse per tutti i pontederesi – spiega Benozzo Gianetti, curatore del volume – non ci sono solo foto, ma anche notizie che ripercorrono la storia cittadina». L’odore delle pagine dell’Almanacco è inebriante. Nell’epoca della rivoluzione digitale, riscoprire il passato sulla carta sembra incredibile, ma le foto e i testi di Marco Bruni e Franco Ferrini sono vere e proprie reliquie. Tre gennaio: “Una tuta d’operaio costa 6800 lire, tra poco costerà 9000”. Nove agosto: “La nuova Giunta, guidata da Monni, deve affrontare molti problemi: Piaggio, casa, trasporti, anziani”. E ancora: le foto del ricevimento del Pontedera calcio di Enzo Capannini in sala Consiliare e quelle dei lavori di costruzione dell’attuale piscina comunale. Pagine che sanno di storia.
LE ILLUSTRAZIONI
Ad arricchire l’Almanacco ci sono le illustrazioni di Fabio Leonardi, artista livornese che scandisce lo scorrere del tempo attraverso la simbologia dell’oroscopo. «Pontedera ha una grande sensibilità per l’arte e per l’artigianato – dice – tanti maestri, come Enrico Baj e Ugo Nespolo, hanno lavorato in questa città». A smentire, quindi, la vulgata di una Pontedera solo industria e operai, poco attenta alla cultura e all’arte. «Qui esistono vere e proprie istituzioni come la Bandecchi & Vivaldi che opera per amore di quello che fa – prosegue – la loro attività trasuda di passione per la città». Gli fa eco Marco Bruni, che ha fornito gran parte del materiale fotografico. «Pontedera è anche una città d’arte che sta dando molto al territorio e alla Regione – conclude – sicuramente, è una testimonianza unica come tipologia di espressione artistica». —
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