Sicurezza
«La Grillaia? Nessuno ricorda il Tiro a Segno»
Anche a Cascina ci sono state numerose polemiche per la messa in sicurezza della discarica con rifiuti contenenti amianto
CASCINA
Il caso della discarica Grillaia di Chianni (di cui parliamo approfonditamente nelle pagine della cronaca di Pontedera), dove la Regione ha autorizzato il conferimento di rifiuti contenenti amianto, ha un precedente “illustre”, nel senso che è finito più volte al centro delle cronache locali. Riguarda la discarica del Tiro a Segno di via del Nugolaio a Navacchio, a due passi dalla zona commerciale, rimasta per anni abbandonata, come la Grillaia da dopo che ha chiuso. E poi messa in sicurezza con un ampliamento autorizzato da Provincia e Regione e che non passò nemmeno dal consiglio comunale. È la legge del mercato, fanno notare gli addetti ai lavori. La fase post mortem di una discarica richiede grandi attenzioni dal punto di vista ambientale ed economico. Gli imprenditori si fanno carico della gestione di impianti abbandonati ma non senza guadagnare. Nel caso di Chianni il contesto è pesante perché va a colpire un territorio a vocazione turistica e ricco di vigneti. «Non è che a Cascina le cose siano andate meglio – dice il consigliere comunale dei Socialisti Fabio Poli – e nessuno si è fatto sentire più di tanto con la Regione». Di cosa stiamo parlando? Di una discarica nata a metà degli anni Sessanta, poi chiusa e abbandonata quando venne costruito l’inceneritore a Ospedaletto, ora chiuso.
Per la bonifica servivano soldi. Che potevano arrivare da un nuovo business dei rifiuti. Così a giugno 2016 la Regione Toscana ha aggiornato l’autorizzazione integrata ambientale (Aia) confermando un aumento del quantitativo di rifiuti da conferire che passavano dai 170mila metri cubi iniziali a 210mila e quindi da 255.000 a 279.300 tonnellate. Numeri questi forniti dallo stesso Poli e da alcune associazioni ambientaliste prima che le autorizzazioni andassero in porto. A dicembre 2016 Ecofor Service, che si occupa della bonifica, aveva chiesto e poi ottenuto un ampliamento delle volumetrie. Il Comune di Cascina a gennaio 2016 ha dato il suo parere favorevole. E la Regione ha fatto altri ritocchi portando il volume complessivo della discarica a 254.000 metri cubi corrispondenti a 337.820 tonnellate.
«Il protocollo iniziale – dice Poli – è stato disatteso, come per la tipologia dei rifiuti. E con l’amianto si guadagna di più rispetto ad altri tipi di rifiuto. Un precedente scomodo di cui si parla poco». —
s.c.
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