Sicurezza
Caso Grillaia, crescono le preoccupazioni da parte dei sindaci
Bini (Terricciola): «Non abbiamo chiarezza su chi è l’interlocutore» Barbafieri (Lajatico): «Si rischia un danno enorme anche per il settore del turismo»
chianni
«La proprietà della Grillaia non ci dà garanzie economiche, tecniche e di serietà. Non abbiamo chiarezza su chi sia il nostro interlocutore: anni di gestione con mancanze e lacune, società di altre società. Bilanci in rosso, polizze fideiussorie ambigue. Chiediamo alla Regione di garantirci, di fare luce su chi andrà a gestire un sito che riguarda la salute pubblica e l’economia di un territorio».
Torna a parlare della discarica nel Comune di Chianni il sindaco di Terricciola Mirko Bini. Lo fa analizzando la catena di società, almeno quattro, tutte collegate tra di loro e direttamente collegate a un unico amministratore unico, Mario Giusti. Rappresentante della Nuova Servizi Ambiente, società che negli ultimi tre bilanci presentati ha maturato un buco di poco inferiore ai 2 milioni di euro. «Lo abbiamo detto a tutti i tavoli regionali, questa proprietà non può fornirci garanzie solide – prosegue ancora Bini - Vogliamo, invece, essere tutelati e difesi dall’oscuro retaggio di scatole cinesi che leggo da questa inchiesta giornalistica. Ecco perché da tempo chiediamo una soluzione pubblica alla quale non siamo riusciti a far convergere tutti gli organi competenti. Spaventano l’incertezza e la poca chiarezza con cui ci andremo a confrontare».
Oltre a Chianni e Terricciola uno dei Comuni più vicini al sito della Grillaia è quello di Lajatico. Anche se il sindaco Alessio Barbafieri, più che dell’aspetto e della solidità dell’azienda proponente del progetto di messa in sicurezza, bonifica e conferimento di amianto, è preoccupato da quello politico. «I Comuni non fanno verifiche sull’assetto societario e il fatto che la Nuova Servizi Ambiente sia in perdita è fatto prevedibile per i costi di gestione ai quali non corrispondono delle entrate per i conferimenti – spiega Barbafieri – Credo serva verificare se e come ci siano le solidità societarie per garantire anche una post gestione della discarica». Per il primo cittadino di Lajatico è il messaggio politico che rischia di fare più danni all’economia del suo territorio. «Non posso eccepire nulla dal punto di vista tecnico, ma nei confronti della Regione posso criticare l’aspetto politico – dice ancora Barbafieri – Nel nostro comune, ma più in generale in tutto il territorio della Valdera, abbiamo fatto un lavoro duro, di anni, per dare forza a un’immagine di accoglienza e vocazione turistica. Dobbiamo molto, in tal senso, al Teatro del Silenzio. Che ha messo Lajatico e la nostra porzione di Toscana al centro della mappa, facendolo conoscere al mondo intero». Una valanga di rifiuti, 270mila metri cubi di cui in buona parte di amianto, fanno comunque paura. «Rischiano di essere una macchia, in particolare all’estero. Ci sono stati molti cittadini stranieri che hanno acquistato, per esempio, casolari ormai abbandonati per farne la propria abitazione per un periodo dell’anno o per avviare un’attività ricettiva – spiega ancora il sindaco di Lajatico – Un patrimonio che non aveva più futuro ma lo ha riscoperto. A questo va aggiunta la preoccupazione per gli effetti del Covid-19 sull’economia del nostro territorio. Quest’anno il Teatro del Silenzio non ci sarà, con lui tutto l’indotto che c’è legato». —
Alessandro Bientinesi
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