La manifestazione
Dicarica della Grillaia, l’ora della protesta contro la riapertura
Giovedì si terrà a Terricciola una manifestazione nel rispetto delle direttive anti-Covid contro la riapertura del sito
TERRICCIOLA. Lo aveva promesso il sindaco Mirko Bini non appena era venuto a conoscenza del primo sì della Regione Toscana alla riapertura della Grillaia: «Faremo battaglia e inizieremo subito a coinvolgere i cittadini e protestare contro questo primo sì della Regione alla discarica».
E giovedì 4 giugno la prima manifestazione di protesta si terrà a Terricciola. E sarà storica: la prima, infatti, alla quale si potrà partecipare soltanto prenotando. «Sarà una manifestazione silenziosa lungo tutta via Roma e, ovviamente, sarà obbligatorio indossare la mascherina – spiega il sindaco Mirko Bini - Nelle prime ore abbiamo raccolto già più di cento adesioni, ma altre ne arriveranno e prevediamo già un numero minimo di 150 persone, compresi i consiglieri comunali. Tutto avverrà in sicurezza, stiamo già pianificando l’evento».
Ogni persona avrà un numero assegnato. E si posizionerà in un punto specifico indicato alla vigilia della protesta in una cartina. Ogni manifestante resterà fermo, in silenzio, dalle 19 alle 19.15. «Il traffico sarà bloccato e noi saremo come statue. Un messaggio alla Regione Toscana: noi restiamo fermi, immobili e irremovibili sul nostro no alla riapertura della Grillaia – tuona ancora Bini - Hanno già confermato la loro presenza anche il consigliere regionale Antonio Mazzeo e Carlo Galletti di Legambiente Valdera».
Una delle ultime proteste si tenne nell’agosto 2015 a pochi passi dal Teatro del Silenzio di Lajatico. E proprio Andrea Bocelli potrebbe rivolgere un appello per il no alla discarica “sollecitato” dal primo cittadino Alessio Barbafieri.
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LE REAZIONI POLITICHE
Un muro di no alla discarica di amianto della Grillaia arriva da vari fronti politici. E tutte si schierano con i sindaci e i cittadini di Chianni, Lajatico e Terricciola. «È una vergogna che la Regione a guida Pd abbia dato il via libera a conferire nella ex discarica 270mila metri cubi di rifiuti tra cui cemento amianto – scrivono in una nota l’europarlamentare della Lega Susanna Ceccardi e il commissario della Lega Valdera Giorgio Petralli – Come si può pensare che un territorio come la Valdera venga deturpato in questo modo? Ci chiediamo come il presidente Enrico Rossi, che proviene proprio da questi territori, abbia potuto prendere una decisione così scellerata. Un progetto da circa 30milioni di euro che rischia di rivelarsi un vero e proprio boomerang per tutta la Valdera».
Vicinanza ai sindaci di Chianni, Terricciola e Lajatico da parte del coordinamento provinciale di Italia Viva Pisa. «La decisione di riaprire la discarica è illogica e incomprensibile, chiediamo sia immediatamente rivista e annullata – scrivono Martina Guarnacci e Michele Lio Passarelli – Non esistono colori politici quando c’è da battersi per far prevalere le ragioni sulla difesa della salute dei cittadini e del territorio sui partiti. Il nostro referente della zona Valdera, Giulio Belcari, già coordinatore del comitato di Italia Viva di Ponsacco, si è subito messo in azione con alcuni nostri militanti e referenti dei comuni interessati, portando all’attenzione il problema al consigliere regionale, capogruppo per Italia Viva, Stefano Scaramelli, già presidente della commissione salute, e ai referenti del partito provinciale, Martina Guarnacci e Michele Passarelli, segno che – commentano i coordinatori Italia Viva è a fianco dei cittadini sulle questioni del territorio.
Faremo appello al candidato governatore, il presidente del consiglio regionale Eugenio Giani, perché presti la massima attenzione alla vicenda in difesa dei comuni e dei suoi cittadini». Si dice fermamente contrario al “turismo dei rifiuti” anche Paolo Moschi di Toscana Civica. «Noi ripetiamo forte il nostro no al business dei rifiuti e ancora più forte il nostro no alla prevaricazione nei confronti dei territori – scrive Moschi – Certamente esistono territori meno popolosi, e meno influenti: ma proprio per questo esistono le istituzioni locali, tanto combattute con la logica delle fusioni, che vogliono resistere per continuare storie plurisecolari. Chianni e l’Alta Valdera meritano rispetto, e di poter programmare un futuro di crescita. Un futuro evidentemente non previsto da chi è alla guida della Regione Toscana».
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