«No al matrimonio con le mascherine» Le “Spose eroine” protestano sul web
Floriana e Nicola di Fornacette avrebbero dovuto sposarsi oggi Con un gruppo Facebook chiedono chiarezza al governo
CALCINAIA
«Vogliamo sposarci con una festa, senza mascherine e con tanti invitati». Floriana Velardi, 31 anni, e Nicola Martino, 35 anni, di Fornacette, avevano scelto come data del loro matrimonio quella di oggi. Il Covid li ha costretti a rivedere i loro piani: finora i matrimoni si possono celebrare ma con 15 invitati, con tanto di mascherine e distanza di sicurezza. Vietato anche il tradizionale lancio del riso. «Così non si può fare – dicono – abbiamo rimandato la data delle nozze al 14 settembre, sperando che tutto si sia risolto».
Nel frattempo Floriana ha preso contatti con un gruppo Facebook, “Spose eroine 2020”, fondato da una ragazza di Catania, Manuela Leonardi, e si batte per fare ripartire i matrimoni con i ricevimento anche in grande stile. Ora che la movida ha riaperto, le spiagge sono affollate, i flash-mob, come quello di piazza dei Miracoli, vengono autorizzati, gli sposi non possono avere il loro giorno da incorniciare nell’album dei ricordi. «La nostra battaglia per “riaprire” anche ai matrimoni andrà anche in tv. Siamo stati intervistati da “Agorà” e abbiamo raccontato la nostra esperienza e anche per parlare del gruppo Fb».
Il gruppo è partito con poche iscrizioni, dopo una settimana aveva 500 adesioni, ora ne ha 2mila. Chi sono le spose eroine? Donne, anche giovanissime, che avevano programmato di sposarsi nel corso del 2020 e che vogliono farlo senza mascherine. «Con Nicola abbiamo rinviato la data perché per noi il matrimonio è senza mascherine. Molte coppie che si sono iscritte al gruppo dovevano sposarsi tra aprile, maggio e giugno. Il Governo dia linee guida anche per chi deve sposarsi e tempi certi. Noi non vogliamo sposare con la mascherina e poi a una festa di nozze siamo tutti congiunti. Un matrimonio non si organizza in due settimane, ci vuole tempo. E al momento siamo sospesi... Nessuno ne parla, nessuno fa chiarezza».
Tutto questo crea una situazione incredibile anche per chi si occupa di matrimoni. «Pensate a quante aziende e ristoranti si sono visti annullare tutto a causa del Covid. Abbiamo bisogno che qualcuno ci ascolti» dice la 31enne di Calcinaia parlando a nome di tante coppie. In Sicilia, tanto per fare un esempio, è stata inviata una lettera anche al governatore della Regione. «Abbiamo perso parecchie persone, siamo stati privati della nostra libertà, siamo stati costretti a stare lontani per mesi dai nostri familiari e tutt’oggi siamo privati di baci e abbracci perché vige ancora la regola di distanziamento sociale»: è la sintesi della protesta.
Il virus ha ucciso persone e ora sta facendo morire le aziende oltre a vietare i sogni. «Che fine hanno fatto gli sposi 2020? Perché nessuno si ricorda di noi e nessuno presta alle nostre richieste di aiuto? – chiedono –. Guardiamo all’uso delle mascherine durante la celebrazione in chiesa o al ricevimento». «Sono necessarie? – chiede Floriana – Si tratta di eventi privati, con la sola presenza di familiari che giornalmente si uniscono in pranzi e cene all’interno delle proprie abitazioni. Perché poi queste stesse persone sono costrette all’utilizzo di dispositivi di sicurezza pur appartenendo allo stesso nucleo familiare e, tra l’altro, in spazi all’aperto? ». C’è chi si è sposato civilmente e ha rimandato il matrimonio in chiesa a tempi migliori. Ma molti hanno già investito parecchi soldi in abiti da sposa, da cerimonia, bomboniere, partecipazioni da rifare, fedi, viaggi di nozze prenotati, acconti delle sale... «Tutti soldi che perderemo? Per quanto tempo ancora? », è la domanda a cui tante coppie cercano di dare una risposta. –
sabrina Chiellini
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