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Pontedera

Monta la protesta

Discarica della Grillaia, il suo riutilizzo diventa un caso politico e ambientale

Alessandro Bientinesi
Una veduta dall’alto dell’area della discarica della Grillaia, nel comune di Chianni
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Una veduta dall’alto dell’area della discarica della Grillaia, nel comune di Chianni

Per la Regione è un “recupero volumetrico”, per i sindaci della Valdera è invece a tutti gli effetti “un’inopportuna riapertura”

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CHIANNI. Tecnicamente la delibera della Regione Toscana del 25 maggio scorso definisce “recupero volumetrico” parte dell’intervento previsto alla discarica della Grillaia. Per i sindaci di Chianni, Terricciola, Lajatico, e come vedremo anche per molti altri rappresentati politici del territorio, si tratta a tutti gli effetti di una riapertura del sito nel Comune di Chianni.

Un progetto che non piace, visto che interviene su una discarica chiusa ormai da 22 anni, ma che tra delibere, tavoli tecnici e conferenze di servizio ha ricevuto una serie di pareri positivi da parte di tutte le autorità competenti. La delibera 629 della Regione Toscana, infatti, prevede che 270mila metri cubi di rifiuti verranno inseriti recuperando un volume di 34mila metri quadrati. Il progetto approvato della Nuova Servizi Ambiente vuole, infatti, realizzare una cella dedicata unicamente allo smaltimento di rifiuti edili contenenti amianto. Il quantitativo di peso previsto? Si può arrivare fino a 351mila tonnellate di rifiuto. La maggior parte, oltre l’85% pari a trecentomila tonnellate, sarà costituito proprio da amianto. Le procedure prevedono di evitare la cosa più pericolosa per un rifiuto potenzialmente tossico come l’eternit: verrà accettato solo se confezionato in modo tale da impedire la dispersione delle fibre.

Un progetto che, secondo i documenti inseriti nella delibera, ha ricevuto il via libera anche grazie ai pareri positivi di molte autorità competenti. Uno è quello del dipartimento di prevenzione della zona Valdera – Alta Val di Cecina dell’Usl Toscana Nord Ovest. Un parere “vecchio” di un anno ma ancora validissimo visto che valuta la realizzazione del progetto come «migliorativa rispetto alla situazione esistente, permettendo una riduzione complessiva della produzione di percolato e delle emissioni in atmosfera. Il relativo aumento delle polveri legato alla lavorazione del sito, poi, risulta trascurabile». Ci sono altri pareri, tra i tanti la delibera riporta anche quello di Arpat del 16 maggio di un anno fa. Parere favorevole con integrazione dello scorso ottobre e di nuovo nel gennaio scorso. Arpat, infatti, ritiene «esaustivi i chiarimenti forniti dal proponente e per quanto riguarda il monitoraggio delle fibre di amianto in atmosfera. Con il dipartimento che esprime parere favorevole alla realizzazione del progetto». Nelle 141 pagine che compongono il documento allegato alla delibera, oltre a buona parte dello “storico” della Grillaia, vengono pubblicati altri pareri tecnici.

Praticamente tutti positivi all’opera di bonifica e messa in sicurezza del sito di Chianni. Tutti tranne quelli espressi dai tre sindaci di Chianni, Terricciola e Lajatico. Il documento della conferenza di servizi, però, non sembra tener conto delle lamentele e dei dubbi tecnici dei primi cittadini. E già a febbraio scorso, a tutti gli effetti, dava il via libera alla proposta di avvio del progetto alla giunta regionale. Un ok definitivo arrivato proprio dalla delibera di giunta ufficializzata il 25 maggio scorso, alla quale erano presenti Enrico Rossi, Vittorio Bugli, Vincenzo Ceccarelli, Stefano Ciuoffo, Federica Fratoni, Cristina Grieco, Marco Remaschi, Stefania Saccardi e Monica Barni. —

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