Il Tirreno

Pontedera

La vicenda degli asili 

Alberto Romei torna libero in attesa della Cassazione dopo la riduzione della pena

s.c.
Alberto Romei torna libero in attesa della Cassazione dopo la riduzione della pena

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Cascina

Torna in libertà Alberto Romei, 54 anni, il dipendente del Comune di Cascina finito sotto inchiesta per peculato e condannato in secondo grado dalla Corte di Appello di Firenze a 3 anni e 8 mesi. Il suo difensore, Andrea Callaioli, ha presentato ricorso per Cassazione chiedendo la revoca della misura cautelare disposta al momento dell’arresto, tre anni fa. La Procura generale aveva chiesto invece l’obbligo di presentarsi all’autorità giudiziaria ma la Cassazione, in attesa di valutare la vicenda, ha revocato i domiciliari, facendo scattare i mesi della scarcerazione anticipata e ieri il provvedimento è stato notificato all’interessato.

Romei, 54 anni, nato a Castelnuovo Garfagnana, domiciliato a Pisa, in appello aveva ottenuto un sostanzioso sconto di pena rispetto alla sentenza di primo grado con cui era stato condannato a sei anni. La difesa ritiene che ci siano i margini per una diversa qualificazione giuridica della condotta contestata a Romei e che non sia stato riconosciuto il vizio parziale di mente per ludopatia.

Romei è finito a giudizio con le accuse di peculato e truffa aggravata per avere trasferito contributi regionali e comunali a due associazioni compiacenti che poi giravano in contanti i soldi a Romei. Il danno verificato ammonta a 372mila euro. Ma il “sistema Romei”, stando a quanto era emerso dalle indagini, era andato avanti per più anni, fino all’insediamento dell’attuale amministrazione comunale. Il meccanismo era stato scoperto e il dipendente denunciato.

In secondo grado da peculato il reato è stato riqualificato in truffa aggravata per i soldi destinati agli asili. Ma per altre somme, che riguardano i progetti per disabili, è rimasta in piedi l’accusa di peculato. La Corte d’Appello ha confermato il risarcimento a favore del Comune di Cascina, che si era costituito in giudizio e aspetta la restituzione dei soldi sottratti alle casse dell’ente locale.

Resta quindi aperta la questione del risarcimento danni al Comune che in attesa dei tre gradi di giudizio non ha definito il rapporto di lavoro con il dipendente. —

s.c.

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di Redazione web