Il Tirreno

Pontedera

la fase 2

La sfida di Susy, Federico e Yuri: dare un futuro al locale centenario simbolo della comunità

Federico Gennari e Susy Cocchi
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Federico Gennari e Susy Cocchi

Il Bar... zelletta di Acciaiolo compie un secolo proprio quest’anno. Dalla rivendita di sali e tabacchi alla difficile ripresa dopo il lockdown  

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FAUGLIA. Rilevare un bar storico e simbolo di una comunità un mese prima del lockdown per il coronavirus e ripartire con l’ambizione di proseguire la storia del locale lunga addirittura cent’anni. È l’impresa che stanno portando avanti Susy Cocchi e suo marito Federico Gennari, insieme al nipote Yuri Pavoletti al Nuovo Bar...zelletta di Acciaiolo, territorio di Fauglia, a poca distanza da Collesalvetti e, quindi, a Livorno.

È una storia di frontiera quella del bar del paese che conta 349 persone. Dal 1920 esiste questo esercizio commerciale aperto da Maria Ragoni, all’epoca un sale e tabacchi dove, si trovava di tutto. Un luogo di vendita, ma anche di socializzazione e di ritrovo per contadini e allevatori che commerciavano i loro prodotti o giocavano a carte.

Il “gotto” di vino o il caffè fatto con la caffettiera napoletana diedero la prima parvenza di bar, aprendo una tradizione ereditata dal nipote di Maria Ragoni, Renato Pelosini e sual moglie Evelina che, per procurarsi tabacchi e sigari da vendere, prendevano il treno nella vicina stazione per andare a comprarli a Pisa.

Già, perché il bar di Acciaiolo è proprio vicino al passaggio a livello del paese. È sempre stato in quel punto dopo di lì a poco s’iniziò a vendere anche valori bollati, pasta, formaggi, biscotti e bicarbonato sfusi, quest’ultimo usato anche al posto del lievito nelle preparazioni e veniva pesato, come tutti gli altri alimenti, su una bilancia con piatti e pesi di cui tanto ci hanno parlato i nostri genitori o nonni.

Nel 1950 arrivarono le macchinette per il primo caffè espresso e si aprì un mondo, diventato un vero e proprio universo con l’avvento della televisione pochi anni dopo.

La grande tradizione del bar in Italia non fa eccezione in piccoli paesi come Acciaiolo. Anzi, forse proprio nelle frazioni la presenza dei locali è fondamentale per far crescere l’idea di comunità. Il locale nel Faugliese non conosce tramonto e nel 1968 Pelosini lo cede all’ex sindaco Uro Bicchierini che lo gestisce insieme ai figli Paolo e Roberto, fino all’arrivo di Sesto Rossi con la moglie Loriana, i quali, nel 1977 ottengono il permesso di occupare un’area per il gioco delle bocce per un ulteriore salto di socializzazione.

Mario Dal Canto, la moglie Graziella rilevano il bar nel 1982. In quegli anni, il figlio della coppia, Fabio, è un adolescente, ma cresce attorno al bancone divenendo il gestore che per 35 anni porta avanti un’attività che rappresenta moltissimo per Acciaiolo.

E siamo allo scorso mese di marzo. Susy era una dipendente di Fabio Dal Canto ed è lei con suo marito e suo nipote a raccogliere l’eredità di un bar per clienti di passaggio, ma soprattutto per chi ha senso di appartenenza ad Acciaiolo. —

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