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Covid-19, al tempio di Minerva la Pisaniana interroga gli esperti

 Covid-19, al tempio di Minerva la Pisaniana interroga gli esperti

Riccardo Froli, segretario regionale di Federfarma: i farmacisti si sono subito messi a disposizione della popolazione senza mai chiudere i battenti

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PALAIA

La Pisaniana, coproduzione televisiva culturale tra 50 Canale e Circolo Filippo Mazzei, dopo lo stop a causa del Covid-19 riparte stasera alle 21 con la 18ª puntata della stagione da Montefoscoli di Palaia con la trasmissione dal titolo “Dal Tempio di Minerva oltre il Covid-19”.

«Venire nei boschi di Montefoscoli, davanti al tempio di Minerva Medica, sulle orme dei grandi padri dello studio della medicina a parlarne con colleghi e docenti, offre una sensazione e suggestione unica. Sperando che anche attraverso il tubo catodico e la Pisaniana si possano dare al grande pubblico indicazioni corrette sulla fase 2», dice Riccardo Froli, segretario regionale di Federfarma Toscana, tra gli ospiti della trasmissione. Ma come hanno vissuto e stanno vivendo questa pandemia i farmacisti della provincia e della regione? «I farmacisti si sono messi subito a disposizione della popolazione, sia nelle città che nelle zone rurali, dove spesso la farmacia è il terminale ultimo del Ssn e di quello regionale. Il nostro sindacato Federfarma ha cercato prima di tutto di dettare le regole alle farmacie per la protezione dei propri associati, poi con la fornitura di Dpi non avendo mai chiuso i battenti predisponendosi con barriere di plexiglass, guanti, mascherine e visiere. La farmacia ed i farmacisti privati da sempre sono il collegamento tra i cittadini e la sanità, distributori di farmaco in primis e poi di servizi sanitari al cittadino».

Anche i farmacisti sono stati colpiti dal Covid. «Anche se con numeri inferiori alla Lombardia - riprende Froli - la Toscana ha avuto i suoi farmacisti contagiati e le sue perdite. Non posso non ricordare il titolare della Farmacia di Marina di Pisa, il dott. Giglioni, collega ed amico, che dopo quaranta giorni di ospedale per Covid-19 ha lasciato i suoi cari ed i suoi concittadini che lo amavano molto per la sua generosità e professionalità. Posso tranquillamente affermare che i farmacisti, come molti altri professionisti, sono stati fondamentali nella gestione dell’emergenza e lo sono tutt’ora nella fase 2. Abbiamo affrontato nuove sfide tra la distribuzione di migliaia di mascherine della Regione e la stampa di ricette che arrivavano ai cittadini sui cellulari, tutto questo cercando di proteggere noi e le nostre famiglie dal virus, e continuando a fare il nostro lavoro di sempre: la consegna del farmaco, la nostra mission principale». E la liberalizzazione del farmaco? «La pandemia ha fatto cadere anche teorie iperliberiste e globaliste che sostenevano che la l’beralizzazione del farmaco avrebbe portato naturalmente all’abbassamento dei prezzi, con vantaggi per il risparmiatore. Il mercato fa il prezzo, vedi prodotti come i gel che costavano 4,50 euro e sono schizzati a 50 euro e più. Dunque il farmaco non è un bene comune, non lo si può considerare alla stregua di prodotto di supermercato, e neanche il parafarmaco ed i prodotti correlati alla sanità ed alla protezione della persona. Le farmacie sono un esercizio in concessione e lo Stato può controllare ed imporre i prezzi di ciò che vendono senza lo sciacallaggio del mercato della rete internet».

In conclusione, dice Froli, «i farmacisti, la categoria che rappresento, hanno fatto il loro dovere, come sempre ed insieme ad altri professionisti della sanità, con professionalità, dedizione e presenza sul territorio. I cittadini lo hanno visto, vissuto e capito anche questa volta e sono sicuro che anche le istituzioni e la politica lo abbiano ben compreso augurandomi che tutto ciò sia foriero di nuove collaborazioni e di un nuovo modo di considerare la farmacia privata nel grande mondo della sanità regionale e nazionale». —

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