Gioco
Riso “condito” con urina e un vassoio di feci davanti all’uscio di casa
Al centro della storia una livornese di 60 anni e una ricca signora australiana di origini inglesi. Tra i “ritrovamenti” anche una testa di cinghiale insanguinata in giardino
PONTEDERA. È una storia di incompatibilità tra vicine di casa quella finita al centro di un processo in corso in Tribunale a Pisa. A giudizio con l’accusa di atti persecutori c’è una sessantenne nata a Livorno e ora residente in un piccolo paese sulle colline della Valdera. La parte offesa invece è una ricca signora australiana di origini inglesi che ama la Toscana e si è trasferita nella tranquilla provincia. Quello che la donna non aveva messo nel conto erano i “piccoli” dissidi iniziati con la vicina. Incomprensioni diventate sempre più curiose, stando alla denuncia che alla fine la vittima di una serie di “dispettucci” si è decisa a presentare, nel tentativo di mettere fine alla spiacevole vicenda. La sessantenne, ora sotto processo per il reato di stalking, è accusata di avere infastidito la vicina, con la quale ha iniziato a litigare per questioni di confine, in vario modo. Il dibattimento dovrà servire a fare chiarezza su una serie di episodi pittoreschi. L’australiana sostiene di avere trovato davanti a casa un piatto di riso condito all’urina (sic! ), oppure di avere trovato nella sua proprietà un vassoio pieno di feci (elemento questo che ancora non è emerso nel corso delle varie udienze).
Tra gli episodi citati c’è anche quello del ritrovamento di una testa di cinghiale sanguinante nel giardino della villa, così come non sarebbero mancate le code di pesce fritto cosparse nel verde di quella che doveva essere un’oasi di tranquillità per la cittadina australiana. I fatti contestati sono avvenuti dal 2012 all’agosto 2017.
Durante l’udienza di ieri, davanti al giudice Maria Grazia Grieco sono stati sentiti il marito e la domestica della vittima che hanno confermato i vari episodi.
L’imputata, che è difesa dagli avvocati Paolo Pieracci e Alessandro Nencioni, respinge ogni accusa. Nella prossima udienza, fissata per il 17 novembre, arriverà il suo momento: potrà infatti dare in un’aula di tribunale la sua versione dei fatti. Finora la sessantenne, che ammette di avere modi di fare abbastanza diretti, secondo quella che è un po’ lo stile di vita labronico, ammette di avere discusso tante volte con la ricca vicina di casa e magari di averla mandata anche a quel paese. Ma nega di averle “servito” certe sgradevoli pietanze - dal piatto di riso maleodorante alle feci -. Per sapere quale sarà la conclusione dei pessimi rapporti tra vicini bisognerà attendere ancora qualche udienza. –
s.c..
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