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Pontedera

Il racconto 

«Ora sono in fase di ripresa ma ho pensato di non farcela»

Sabrina Chiellini
«Ora sono in fase di ripresa ma ho pensato di non farcela»

Il dottor Paolo Fidanzi ha finito la quarantena e può cominciare la riabilitazione È rimasto ricoverato all’ospedale Lotti di Pontedera per un mese. «Grazie a tutti»

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VOLTERRA

Il peggio è alle spalle, anche se il percorso per ritornare alla normalità è ancora lungo. Il dottor Paolo Fidanzi, 62 anni, medico di base e coordinatore della Casa della Salute, era stato trovato positivo al coronavirus prima di Pasqua. «È stata dura, non vi nego di aver avuto paura in alcuni momenti», racconta, ora che da qualche giorno ha lasciato l’ospedale Lotti di Pontedera, dove era stato ricoverato, e ha finito anche la quarantena. Deve cominciare la riabilitazione. Prima però era necessario che i tamponi dessero il necessario via libera.

«Mi sono salvato da questo virus – comincia a raccontare –. Sono in una fase di ripresa ma per ora non torno in ambulatorio, forse nei prossimi giorni inizio la riabilitazione all’Auxilium Vitae. Io tornerei anche subito dai miei pazienti ma basta poco che mi sento stanco, non ce la faccio. È meglio essere prudenti. Per ora non penso di tornare al lavoro fino al 15 giugno». Anche la compagna del medico, Silvia Martellacci, che è infermiera, ha avuto a che fare con il Covid. «Pochi giorni dopo il mio ricovero – racconta il medico – è stata trovata positiva anche lei. Sono stati giorni molto difficili, di grandi preoccupazioni, sono stato ricoverato 32 giorni al Lotti. Ho rischiato di essere sedato ma poi ce l’ho fatta con la ventilazione meccanica. Devo dire che sono stato seguito attentamente da tutti. Vorrei ringraziare pubblicamente i medici, gli infermieri, il personale oss. Tutto il reparto. Bravi e umanamente attenti. Anche se erano tutti coperti e vedevi solo i loro occhi, sentivi la loro vicinanza, la loro presenza nei momenti più brutti. Con questa malattia non si scherza. Lo capisci subito, quando la febbre diventa alta e tutto è più difficile da gestire. All’inizio pensavo che sarebbe stato più facile riprendersi. Invece questo virus è andato oltre le mie aspettative. Tante volte ho pensato: “Non ce la faccio...”, i giorni di Pasqua sono stati i più difficili». Il dottore è stato uno degli ultimi pazienti che ha lasciato il reparto “bolla” di Pontedera che ora è rimasto senza ricoverati. «Vicino a me c’era una persona che ha 10 anni più di me, anche per lui è stato molto difficile». Per il Lotti solo parole di elogio. Ma il medico non rinuncia al suo impegno per la difesa dell’ospedale di Volterra e della rianimazione, con due o tre posti di sub-intensiva.

Il sogno del dottor Fidanzi resta quello di una “nuova” Casa della Salute, con pediatri e altri specialisti che si uniscano ai medici di assistenza primaria e di continuità assistenziale in un modello nuovo h24, di assistenza territoriale (notte e giorno, un nuovo punto nascita, con un sistema evoluto di telemedicina a supportare il rapporto umano tra medici e pazienti senza sostituirlo). –

Sabrina Chiellini

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