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Da gioiellino-vanto degli sportivi a capitale di degrado e totale abbandono

Giacomo Pelfer
Da gioiellino-vanto degli sportivi a capitale di degrado e totale abbandono

L’incuria si è impadronita del “Leporaia”. Il sindaco: «Il Tuttocuoio non trovi la scusa del virus, faccia la manutenzione»

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Giacomo Pelfer / SAN MINIATO

Erba alta in mezzo al terreno di gioco, piante abbandonate a se stesse, spogliatoi trasformati in un’improbabile “casa vacanze”, in mezzo ad un contesto di incuria e di degrado che non ha eguali neppure nei vicini campi sportivi che ospitano le squadre amatoriali. Perché se è vero che il lockdown ha ostacolato un po’ dovunque la normale manutenzione, quello del campo sportivo Leporaia a Ponta e Egola sembra piuttosto uno scenario post bellico, a dispetto degli investimenti fatti negli anni ma anche del prestigio di un impianto che fino all’emergenza ospitava partite di serie D.

A segnalare la situazione dell’impianto, di proprietà del Comune di San Miniato ma gestito dal Tuttocuoio, sono gli stessi tifosi di Ponte a Egola riuniti nelle cosiddette Brigate neroverdi orgoglio pontaegolese, da tempo in rotta con la società guidata dalla presidente Paola Coia. «Non avremmo mai pensato – dicono in una nota – di dover denunciare lo stato di degrado e di assoluto abbandono in cui versa il nostro amato “pollaio” Leporaia: erba alta ovunque, alberi cresciuti a dismisura, rami caduti, porte e finestre divelte, insieme a personaggi che, con l’assenso della società, durante la quarantena hanno soggiornato, mangiato, dormito, fatto la doccia e vomitato all’interno dell’impianto». Sotto accusa l’atteggiamento della società «che sembra essere ancora in quarantena», dicono i tifosi, ricordando gli investimenti fatti pochi anni fa dall’amministrazione comunale per la tribuna e i servizi igienici: «Soldi buttati via – aggiungono – visto il menefreghismo di tutti, compresi gli abitanti di Ponte a Egola e gli amanti del Tuttocuoio». Da qui la conferma di voler proseguire nella contestazione di «una società – concludono – dalla quale non ci sentiamo rappresentati, visto anche il palese fallimento a livello sportivo, nel rapporto col paese e con i tifosi, nonché nella gestione di una struttura che era un vanto del comune».

Anche il sindaco Simone Giglioli, del resto, pur con toni meno forti, conferma quanto denunciato dagli ultras neroverdi, precisando che «la convenzione per la gestione del Leporaia è scaduta da diverso tempo, ma la società – afferma – ha comunque una proroga fino alla fine della stagione». Da qui l’invito ad intervenire al più presto: «Abbiamo già detto al Tuttocuoio di fare la manutenzione ordinaria – afferma il primo cittadino – perché non è possibile tenere un bene pubblico che appartiene a tutti in quelle condizioni. Adesso scriveremo alla società una nota ufficiale, anche se a voce ne abbiamo già parlato». A detta del primo cittadino, infatti, l’emergenza coronavirus non giustifica un abbandono del genere, «perché la manutenzione ordinaria l’hanno fatta anche gli amatori e non vedo perché non possa farla il Tuttocuoio. Durante il lockdown – spiega il sindaco – molte società di categorie inferiori ci hanno chiesto di poter mandare una persona nei campi sportivi che hanno in gestione, almeno per fare il taglio dell’erba. E noi li abbiamo sempre autorizzati senza problemi». —

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