Gioco
Cascina, Betti apre a Masi: «Discutiamo di cosa poi verranno i nomi»
Il candidato Pd sull’invito dell’esponente di Cascina oltre: «Pronto a riprendere il dialogo interrotto dal lockdown»
CASCINA. Sediamoci e parliamone. La possibilità di prendere un caffè e incontrarsi di nuovo faccia a faccia può far scattare una fase due nella campagna elettorale per il Comune di Cascina. Almeno per i centrosinistra in cui, finito il lockdown, si riapre il dibattito su come sfidare e battere la destra. Il primo passo lo ha fatto Cristiano Masi, candidato sindaco di “Cascina oltre”: «Facciamo un passo indietro e apriamo un tavolo della coalizione ampio e plurale, il cui primo obiettivo sarà la soluzione della crisi causata dal virus». Michelangelo Betti, candidato sindaco per il Pd, Verdi, Volt, Bene comune e (se la trattativa andrà in porto) Italia viva, apre al confronto: «Parliamo prima di cosa fare, poi dei nomi – dichiara al Tirreno –. Il centrosinistra unito può puntare a vincere già al primo turno».
«Quello di Masi è un punto di vista condivisibile – spiega Betti –. Già prima della serrata per l’emergenza coronavirus avevamo concordato un incontro per stabilire un testo unitario». La pandemia ha prima rallentato il dialogo, mentre ora potrebbe accelerarlo. Anche perché, paradossalmente, in questa epoca di tempo sospeso la campagna elettorale potrebbe entrare a breve nel vivo. Ieri fonti del governo hanno confermato che, nelle valutazioni in corso sulle possibili date in cui far svolgere le elezioni comunali, le regionali e il referendum costituzionale, ci si starebbe concentrando sul mese di settembre, con un election day che si potrebbe svolgere domenica 13 e lunedì 14 settembre, mentre il secondo turno (previsto se necessario a Cascina) potrebbe svolgersi domenica 27 settembre. E a tale proposito è stato anche presentato dal M5s un emendamento al “Decreto elezioni”.
Se approvato la sfida per il Comune partirebbe subito e le parole di Masi e Betti potrebbero rappresentare una svolta per il centrosinistra. «Discutere di unità del centrosinistra è un qualcosa che per noi è scontata – prosegue Betti –. Anche perché uniti il centrosinistra può anche puntare a battere la destra già al primo turno».
Una destra ora alla guida di Cascina che il candidato del Pd vede uscire quanto meno ammaccata dalla gestione di questi mesi di emergenza. Per Betti non è il momento della polemica e, non a caso, sottolinea che «si sono riscontrate difficoltà anche in altre realtà» e che «nei Comuni grandi gestire questa situazione straordinaria è stato molto complesso». Tuttavia il segretario Dem spiega come «in questi mesi gli esponenti della maggioranza siano andati ognuno dalla propria parte. Rollo ha pensato ai droni, Cosentini ai faretti tricolori, Ceccardi alle polemiche sul 25 aprile. Non hanno varato misure concrete ma sono stati solo capaci di bocciare le nostra mozione sulla cancellazione della Tosap che anticipava le mosse del governo». Una situazione che, conclude, «ha fatto sentire il Comune più distante e i cittadini sempre più soli davanti a una politica capace solo di esprimersi come una orchestra di solisti».
Insomma, Betti vede una destra disunita e in cui «ognuno suona il proprio strumento». Se il centrosinistra vorrà presentarsi in modo diverso lo si capirà quando lui e Masi si ritroveranno faccia a faccia e cominceranno a discutere concretamente di presentarsi uniti alle elezioni. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
