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fine di un’epoca 

Addio a Salvadori bandiera del calcio a Fucecchio di sessant’anni fa

marco sabia
Addio a Salvadori bandiera del calcio a Fucecchio di sessant’anni fa

Tutti lo conoscevano con il soprannome di “Lilletto” Alla fine della carriera aveva lavorato in un calzaturificio

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FUCECCHIO

Da ieri il calcio fucecchiese ha ammainato la sua bandiera più storica e splendente, quella di Renzo Salvadori (per tutti “Lilletto”). Renzo era stato centromediano del Fucecchio e quella maglia bianconera era diventata la sua seconda pelle, così come quella fascia al braccio che indica il leader della squadra. Renzo Salvadori se ne è andato ieri: aveva compiuto 88 anni il 25 marzo.

Da molti mesi le sue condizioni di salute si erano aggravate e purtroppo ieri è venuto a mancare, circondato comunque dall’affetto dei suoi cari. Nessuno ha indossato la maglia del Fucecchio più di lui che lo ha fatto per oltre 500 volte fra partite ufficiali e amichevoli.

Tutti lo conoscevano per essere stato uno dei grandi alfieri del calcio fucecchiese nei gloriosi anni Sessanta, quando nel calcio di soldi se ne vedevano veramente pochi e si giocava mossi soprattutto dalla passione. Renzo aveva esordito nel Fucecchio nel 1948-49, quando da sedicenne collezionò ben 24 partite nel campionato di promozione. A parte una stagione al Certaldo nel 1949-50, Salvadori è stato il simbolo della continuità e dell’amore per la maglia della sua città, diventandone poi il capitano più rappresentativo ed iconico. A fine carriera - metà anni 60 - i compagni di vent’anni di corse e calci al pallone gli resero il dovuto omaggio. Era (con le dovute proporzioni) una bandiera alla Totti o Del Piero, una vita con gli stessi colori.

La notizia della sua morte ha destato profondo cordoglio in tutta la comunità fucecchiese: d’altronde chi non conosceva “Lilletto”? Finché la salute glielo ha permesso non mancava mai di fare due chiacchiere con gli amici del Bar Montecatini, oppure di fare un giro in corso Matteotti o in piazza Montanelli. Era un “capitellista”, cioè uno di quei pensionati che ogni giorno - specie la mattina - si trovano sotto al “Caalibri” per parlare del più e del meno appoggiati ai capitelli che delimitano la piazza.

Prima di andare in pensione aveva rivestito la mansione di operaio montatore al calzaturificio Boemos, mentre da oltre 60 anni era sposato con Emilia, dalla quale ha avuto il figlio Maurizio (commercialista, ex presidente dell’Associazione Palio e oggi membro della stessa associazione). Renzo Salvadori era anche nonno di tre nipoti.

Con la sua scomparsa se ne va un altro pezzo di quella generazione di atleti che scandì il destino calcistico del Fucecchio di quegli anni (da tenere conto che nell’immediato Dopoguerra il Fucecchio militava in Serie C). Anche l’Ac Fucecchio, insieme a tutti i tifosi, ha voluto fare le condoglianze alla famiglia Salvadori per la scomparsa di “Lilletto”, simbolo di un calcio fatto di passione e amore per i propri colori. —

marco sabia

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