Il Tirreno

Pontedera

In 70 alla lezione del “prof” Del Neri tra aneddoti, emergenza e... Totti

MARCO SABIA
In 70 alla lezione del “prof” Del Neri tra aneddoti, emergenza e... Totti

incontro (a distanza) per gli studenti del checchi 

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FUCECCHIO

La sua carriera di allenatore è stata segnata da un miracolo sportivo, da una cavalcata trionfale e da un brusco ritorno sulla terra dopo aver ottenuto la guida tecnica della più importante squadra italiana, la Juventus. Ieri Luigi Del Neri, mister del Chievo dei miracoli e della Samp della premiata coppia Cassano-Pazzini, è stato protagonista di una lezione (ovviamente a distanza) con circa 70 ragazzi dell’istituto superiore fucecchiese Checchi.

Regista dell’iniziativa il professore di religione Tommaso Giani, tifoso doriano fino al midollo, che ha organizzato questo incontro nel decennale della qualificazione del gruppo guidato da Del Neri ai preliminari di Champions (poi persi col Werder Brema con Di Carlo in panchina). Gli studenti hanno potuto godere di questa insolita opportunità di parlare con un allenatore di Serie A. Del Neri ha raccontato dei suoi esordi come calciatore nelle giovanili della Spal, dove l’allora presidente Paolo Mazza si preoccupava che ogni giocatore indossasse i calzettoni lunghi d’inverno per evitare malanni di stagioni. Un presidente d’altri tempi, a cui è intitolato lo stadio degli spallini.

«I ragazzi erano molto interessati – racconta Giani – perché Del Neri a 16 anni lasciò casa per tentare l’avventura calcistica. E allora non era come adesso, dove se anche sei lontano puoi essere vicino grazie alla tecnologia. Ovviamente tante domande hanno riguardato il Chievo dei miracoli, che questi ragazzi non hanno vissuto; e poi la Samp di Pazzini e Cassano. Non poteva mancare la domanda su quale fosse il giocatore più forte allenato dal mister, che ha scelto Totti perché poteva fare qualsiasi cosa in campo». Del Neri, inoltre, ha spiegato al gruppo in ascolto da casa che a volte, nel calcio come nella vita, conta essere al posto giusto al momento giusto, riferendosi al non fortunato trascorso alla Juve pre “resurrezione” con Antonio Conte. Sul futuro del calcio, Del Neri ha sottolineato che è triste giocare senza tifosi ma che se c’è un protocollo sanitario valido è giusto provarci, soprattutto per tutte quelle persone che ruotano attorno al mondo del calcio e non hanno stipendi a troppi zeri. —

MARCO SABIA

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