La protesta
Cura l’orto, ha il cellulare e brinda col sindaco: Tosca festeggia cent’anni. «Ma punto a 105»
La neocentenaria Bagni: «La mia vita? Ci vorrebbe un libro... Non mi sono mai fermata e mi sento ancora una giovanotta»
SAN MINIATO. Non ha potuto – per quest’anno – fare la festa, ma visto che punta a quota 105 candeline ci sarà tempo. Ai tempi del coronavirus, laddove la vita di un Paese intero è sospesa, ci sono eventi che invece dimostrano che tutto scorre, come direbbe Eraclito. La signora Tosca Bagni, nativa di La Serra e che adesso vive a San Miniato Basso, ha infatti raggiunto l’invidiabile traguardo del secolo di vita.
Una donna nata a Bucciano il 13 maggio 1920 – cioè poco dopo il dramma della Grande Guerra – che ha attraversato tutti i decenni più difficili dell’Italia, a partire da quando la sua casa fu bombardata e lei fu costretta a vivere da sfollata per un anno a casa di un contadino locale. La sua è stata una vita d’altri tempi: «Ho fatto tutti i lavori del mondo, a parte la poco di buono – scherza la centenaria –. La casa dove adesso vivo l’hanno costruita mia marito e mio figlio, mentre io facevo i fiaschi. Più che un articolo, ci vorrebbe un libro per raccontare tutto quello che ho passato».
Da sempre, un po’ come nella famiglia Quarini de Il Ciclone, la famiglia di Tosca pranza alla 12 e cena alle 18, perché gli orari erano scanditi da quelli dei campi. Dopo cena, tra l’altro, Tosca tornava ad occuparsi del grano fino a buio. Adesso Tosca vive insieme alla sua badante, mentre figlio e nipote appena possono vanno a trovarla. Per il suo compleanno – ad esempio – il nipote Marco (che lei chiama il “mio bambino”) le ha organizzato a sorpresa la visita del sindaco di San Miniato Simone Giglioli. Il massimo possibile, al momento, visto che le feste non sono (ancora) permesse. A 100 anni Tosca risponde al cellulare e sebbene abbia qualche acciacco va ogni giorno nell’orto, dove ha piantato pomodori, aglio, cipolle. Ma qual è il suo segreto? «Non lo so, probabilmente il fatto di non essermi mai fermata. Anche se mi dicono che ho 100 anni, io non me li sento: son sempre una giovanotta». Adesso Tosca si augura che la situazione che stiamo vivendo trovi presto una soluzione: «Sì, più che altro per i giovani. Io ho vissuto la guerra, fui mandata via da casa e poi ci fu anche il bombardamento: per un anno ho vissuto da un contadino. La situazione che stiamo vivendo è triste e spero se ne possa uscire prima possibile».
Ecco se c’è una speranza da prendere da questa storia, è la seguente: se dopo la guerra Tosca si è rialzata, così tanti altri potranno riuscirci nuovamente, facendo sacrifici.
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