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“operazione vello 2” 

Il Comitato d’area scrive al prefetto: «Arginare i tentativi di infiltrazioni di mafia e camorra nel Distretto»

Il Comitato d’area scrive al prefetto: «Arginare i tentativi di infiltrazioni di mafia e camorra nel Distretto»

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SANTA CROCE

Il Comitato d’area di Distretto del Comprensorio del Cuoio esprime una forte preoccupazione, a seguito dell’operazione antimafia “Vello d’Oro 2”. Preoccupazioni che sono state ampiamente spiegate, insieme ad una richiesta di intervento, in una lettera inviata al Prefetto di Pisa, Giuseppe Castaldo. Il Comitato, espressione dei sei comuni (Castelfranco di Sotto, Fucecchio, Montopoli, San Miniato, Santa Croce e Santa Maria a Monte), della Camera di Commercio di Pisa, delle associazioni di categoria e dei sindacati, già in passato ebbe modo di sottolineare come l’infiltrazione di mafie e camorra all’interno del sistema economico locale fosse non solo un enorme rischio per la tenuta e la coesione sociale della comunità ma anche un danno significativo alla sostenibilità economica delle lavorazioni.

Per questo motivo nel 2018 il Comitato diede impulso all’elaborazione di un regolamento per l’attuazione del Codice Etico di Distretto che è stato poi approvato dai singoli membri del Comitato d’Area ad inizio 2019.

«Già all’epoca – spiega la sindaca di Santa Croce sull’Arno Giulia Deidda, a nome di tutti i componenti del Comitato – ci dichiarammo pienamente consapevoli che, laddove si infiltra la subcultura mafiosa, il rischio è che a farne le spese siano le aziende e gli imprenditori eticamente corretti ed irreprensibili, che non riuscirebbero più a reggere la concorrenza sleale di imprenditori deviati e collusi con le mafie».

Il Distretto Industriale di Santa Croce non intende consentire che mafie e camorra cerchino di farsi strada al proprio interno ed i suoi membri, pertanto, non si limitano a condannare, senza se e senza ma, chi verrà individuato dalla giustizia come colpevole di questi odiosi reati, ma chiede con forza che venga compiuto tutto quanto in potere degli organi di controllo e delle forze dell’ordine per porre subito un argine forte a qualsiasi ulteriore tentativo di infiltrazione.

«Chi ricicla soldi sporchi delle mafie per pagare al nero i lavoratori e chi emette false fatture per frodare il fisco deve essere individuato ed escluso dalla nostra comunità di donne e uomini che intraprendono e lavorano con serietà, professionalità e rispetto delle regole. In questa fase difficilissima, derivante dalla crisi da Covid-19, il vulnus per il nostro sistema diventa ancora più grande. Se vogliamo che le nostre imprese possano non solo sopravvivere al dramma economico in corso ma mantenere i loro livelli di correttezza ed eticità insieme a quelli di qualità e sostenibilità occorre intervenire rapidamente. Per questo abbiamo chiesto al Prefetto di farlo in ogni modo possibile».

L’iniziativa del Comitato riceve il plauso del segretario generale della Cgil di Pisa, Mauro Fuso: «La lettera al prefetto è il segno inequivocabile della reazione consapevole e positiva dell'intero Distretto. La presenza dello Stato, le decisioni di carattere economico che il governo ha preso e prenderà devono tradursi rapidamente in atti concreti: pagamento della cassa integrazione, liquidità per le imprese, piena ripresa delle attività produttive: così sic prosciuga l'acqua in cui possono sguazzare loschi figuri che alimentano meccanismi illegali e deleteri». —

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