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Tavoli distanziati di almeno due metri «Ma il plexiglass no»

andreas quiric
Tavoli distanziati di almeno due metri «Ma il plexiglass no»

Ristoratori al via con la certezza però di perdere clienti  E c’è chi preferisce continuare a scommettere sull’asporto

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PONTEDERA

Due metri tra un tavolo e un altro e sanificazione almeno due volte al giorno. Queste, per ora, le misure di sicurezza dettate dall’emergenza sanitaria in vista della riapertura di lunedì 18 maggio al ristorante pizzeria Il Gambero a Pontedera. «Ma aspettiamo le disposizioni della Regione e del governo per avere le idee più chiare – dice il titolare Antonio Amato –. Di sicuro sappiamo che perderemo quaranta coperti per la parte interna. E se ci concederanno il suolo pubblico, ridurremo la perdita a venti posti. Ma in una situazione così incerta, fare previsioni è davvero difficile».

Ma c’è anche, e il sospetto è che siano numerosi, chi non ha intenzione di aprire subito. «Meglio continuare con l’asporto e vedere come vanno le cose rispetto all’emergenza sanitaria», dicono dalla trattoria La Pescaccia, in via delle Colline per Legoli, altro ristorante noto a Pontedera.

Il Gambero è un locale molto conosciuto in città e dintorni e si trova sul Piazzone, cuore del centro. In teoria, visto lo spazio a disposizione e la posizione, dovrebbe avere meno problemi per ripartire. «Apriremo lunedì – aggiunge Amato che finora ha portato avanti l’attività dell’asporto – ma sinceramente non so come andrà. Prima di tutto, dovremo capire se le persone avranno paura a sedersi in un ristorante dopo tutto quello che è successo negli ultimi due mesi. Poi, ci sarà da valutare l’aspetto economico e la capacità di spesa delle famiglie, aspetto questo che reputo fondamentale per il futuro».

Intanto, nel ristorante si continua a fare le prove. Amato prende il metro e misura la distanza tra i tavoli. «Saranno tutti da due o tre posti eccetto uno in cui ci si potrà sedere in quattro o cinque. Ma sempre rispettando le misure di sicurezza», sottolinea il ristoratore aggiungendo uno dei più grandi punti interrogativi in vista della riapertura: «Il grosso dubbio è come gestire i clienti. Se viene una famiglia creando non ci siano problemi a farli sedere. Ma se viene un gruppo o clienti per un pranzo di lavoro non sappiamo ancora come comportarci. Nei prossimi giorni dovrebbero darci le linee guida. Intanto cerchiamo di comprendere come andrà dal punto di vista economico e di quante persone avremo bisogno per lavorare. Una cosa è certa, niente plexiglass. Non ce lo possiamo permettere».

E quello dei divisori tra tavoli in plastica trasparente è anche il cruccio al ristorante Fammilume in via del Teatro a Pontedera: «Non lo usiamo, quella non è ristorazione. Ma crediamo di riaprire, anche se non subito. L’idea sarebbe quella di riaprire successivamente alla ripartenza delle attività come la nostra. Ma, onestamente, non abbiamo ancora fatto i calcoli sulla istanza e come disporre i tavoli. Per ora ci siamo limitati all’asporto e, devo ammettere che i risultati sono stati buoni, almeno più di quanto ci aspettavamo».

Chi attenderà momenti migliori è La Pescaccia, dove l’asporto è una prerogativa portata avanti da anni: «Andiamo avanti così, in attesa che i tempi migliorino. Non ha senso, secondo noi, riaprire in una situazione d’incertezza come quella che stiamo vivendo da oltre due mesi». —

andreas quiric

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