Gioco
Tavoli distanziati di almeno due metri «Ma il plexiglass no»
Ristoratori al via con la certezza però di perdere clienti E c’è chi preferisce continuare a scommettere sull’asporto
PONTEDERA
Due metri tra un tavolo e un altro e sanificazione almeno due volte al giorno. Queste, per ora, le misure di sicurezza dettate dall’emergenza sanitaria in vista della riapertura di lunedì 18 maggio al ristorante pizzeria Il Gambero a Pontedera. «Ma aspettiamo le disposizioni della Regione e del governo per avere le idee più chiare – dice il titolare Antonio Amato –. Di sicuro sappiamo che perderemo quaranta coperti per la parte interna. E se ci concederanno il suolo pubblico, ridurremo la perdita a venti posti. Ma in una situazione così incerta, fare previsioni è davvero difficile».
Ma c’è anche, e il sospetto è che siano numerosi, chi non ha intenzione di aprire subito. «Meglio continuare con l’asporto e vedere come vanno le cose rispetto all’emergenza sanitaria», dicono dalla trattoria La Pescaccia, in via delle Colline per Legoli, altro ristorante noto a Pontedera.
Il Gambero è un locale molto conosciuto in città e dintorni e si trova sul Piazzone, cuore del centro. In teoria, visto lo spazio a disposizione e la posizione, dovrebbe avere meno problemi per ripartire. «Apriremo lunedì – aggiunge Amato che finora ha portato avanti l’attività dell’asporto – ma sinceramente non so come andrà. Prima di tutto, dovremo capire se le persone avranno paura a sedersi in un ristorante dopo tutto quello che è successo negli ultimi due mesi. Poi, ci sarà da valutare l’aspetto economico e la capacità di spesa delle famiglie, aspetto questo che reputo fondamentale per il futuro».
Intanto, nel ristorante si continua a fare le prove. Amato prende il metro e misura la distanza tra i tavoli. «Saranno tutti da due o tre posti eccetto uno in cui ci si potrà sedere in quattro o cinque. Ma sempre rispettando le misure di sicurezza», sottolinea il ristoratore aggiungendo uno dei più grandi punti interrogativi in vista della riapertura: «Il grosso dubbio è come gestire i clienti. Se viene una famiglia creando non ci siano problemi a farli sedere. Ma se viene un gruppo o clienti per un pranzo di lavoro non sappiamo ancora come comportarci. Nei prossimi giorni dovrebbero darci le linee guida. Intanto cerchiamo di comprendere come andrà dal punto di vista economico e di quante persone avremo bisogno per lavorare. Una cosa è certa, niente plexiglass. Non ce lo possiamo permettere».
E quello dei divisori tra tavoli in plastica trasparente è anche il cruccio al ristorante Fammilume in via del Teatro a Pontedera: «Non lo usiamo, quella non è ristorazione. Ma crediamo di riaprire, anche se non subito. L’idea sarebbe quella di riaprire successivamente alla ripartenza delle attività come la nostra. Ma, onestamente, non abbiamo ancora fatto i calcoli sulla istanza e come disporre i tavoli. Per ora ci siamo limitati all’asporto e, devo ammettere che i risultati sono stati buoni, almeno più di quanto ci aspettavamo».
Chi attenderà momenti migliori è La Pescaccia, dove l’asporto è una prerogativa portata avanti da anni: «Andiamo avanti così, in attesa che i tempi migliorino. Non ha senso, secondo noi, riaprire in una situazione d’incertezza come quella che stiamo vivendo da oltre due mesi». —
andreas quiric
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