Il Tirreno

Pontedera

Mascherine chirurgiche introvabili nelle farmacie di Pontedera

Federico Baldelli
L'ingresso della Farmacia Lapucci in Corso Matteotti a Pontedera (Foto Silvi)
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L'ingresso della Farmacia Lapucci in Corso Matteotti a Pontedera (Foto Silvi)

Niente rifornimenti a prezzo politico: «Cifra fuori mercato». E quelle della Regione finiscono in poche ore

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PONTEDERA. Fuori dalle farmacie di Pontedera si vedono spesso lunghe file: il contingentamento agli ingressi e l’alta affluenza di clienti in cerca di dispositivi per contrastare la diffusione del virus ne sono certamente causa. Se invece una farmacia è senza coda all’ingresso, è probabile che abbia affisso un cartello che recita “le mascherine della Regione sono esaurite”. Le persone che attendono il proprio turno confermano, in molti hanno girato diverse farmacie per trovare chi le avesse ancora disponibili, e qualcuno è costretto a tornare più volte perché terminano rapidamente.

La Regione Toscana distribuisce 30 mascherine chirurgiche al mese a persona, ritirabili gratuitamente dai cittadini in farmacia ogni dieci giorni: il rifornimento avviene quotidianamente, ma le farmacie testimoniano che spesso in poche ore vengono terminate.

Al momento, questo risulta essere l’unico modo perché un cittadino possa ottenere una mascherina chirurgica: il normale approvvigionamento delle mascherine in vendita sembra sospeso.

Il Tirreno ha visitato sei farmacie di Pontedera, e non ha trovato disponibilità di vendita: i farmacisti spiegano che gli stessi fornitori sono sprovvisti di mascherine nei loro magazzini, e non possono rifornire le farmacie. Di certo l’enorme richiesta degli ultimi mesi ha drenato le riserve, ma questa penuria potrebbe essere legata all’imposizione del cosiddetto “prezzo politico” di 50 centesimi per le mascherine chirurgiche imposto dal commissario all’emergenza Arcuri (prezzo che in realtà al momento continua a prevedere l’Iva, superando nella pratica gli 0,60 euro): «Mascherine a questo prezzo sono fuori mercato, non se ne trova assolutamente» affermano alla Farmacia Dottor Nanni, «non arrivano nemmeno ai grossisti. Noi stiamo distribuendo esclusivamente quelle che ci arrivano dalla Regione».

Alla Farmacia Ferretti, dove in fila si aspettano le mascherine gratuite, la situazione è la stessa: «Le mascherine chirurgiche non si trovano, è un peccato perché abbiamo molti clienti che sarebbero disposti ad acquistarle».

Alla Farmacia Fassorra hanno deciso direttamente di non richiederne l’approvvigionamento: «Noi distribuiamo esclusivamente quelle della Regione, non ha senso acquistare le chirurgiche a un prezzo alto, venderle in perdita e aspettare il rimborso dello Stato».

Secondo i farmacisti c’è anche il rischio che quelle che arriveranno saranno di bassa qualità per rientrare nel prezzo calmierato, mentre addirittura alcune scorte sostano fuori dalla frontiera in attesa di essere ridefinite come Dispositivi di protezione individuale in modo da aggirare l’ordinanza di controllo del prezzo. Il provvedimento che serviva a far risparmiare i cittadini per ora sembra aver fatto fermare l’approvvigionamento di mascherine: a Pontedera i cittadini si proteggono solo grazie a quelle distribuite dagli enti locali, ovviamente acquistate con fondi pubblici.

Va peraltro sottolineato che la distribuzione di queste ultime è effettuata gratuitamente dalle farmacie: considerando che secondo Infodata (Sole 24 Ore) il prezzo medio di acquisto da parte della Protezione Civile di mascherine è di 0, 34 euro, ipotizzando un prezzo simile di acquisto da parte della Regione Toscana, il totale, aggiungendo il costo della distribuzione a titolo gratuito scaricato sulle farmacie, il prezzo totale potrebbe superare gli 0. 50 euro previsti dall’ordinanza.

Diverso è il problema che affligge le cosiddette mascherine FFP2, che non devono sottostare a prezzi calmierati in quanto DPI, ma che necessitano adeguate certificazioni burocratiche: col timore di vendere prodotti non a norma tra quelli arrivati frettolosamente negli ultimi tempi, numerosi fornitori hanno bloccato le spedizioni in attesa di ulteriori disposizioni e controlli. –

federico baldelli. © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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