Gioco
«L’obiettivo è iniziare le lezioni nei prefabbricati a settembre»
L’installazione dei moduli che ospiteranno sei aule partiranno dopo la maturità Il preside: «Ma non risolveranno il problema del distanziamento tra studenti»
pontedera
Un occhio al presente, pensando al futuro. All’Iti Guglielmo Marconi di Pontedera, dopo gli esami di maturità – mai come quest’anno sotto i riflettori – dovrebbero cominciare i lavori per l’installazione dei prefabbricati modulari che andranno ad ampliare il numero di aule a disposizione dell’istituto. Con lo sguardo, naturalmente, rivolto a settembre, quando comincerà il nuovo anno scolastico. Il primo dall’inizio dell’emergenza sanitaria.
PIÙ SPAZI
Con l’investimento di 700mila euro garantiti dalla Provincia di Pisa, l’istituto tecnico industriale di Pontedera potrà contare su sei nuove aule, contenute appunto nei prefabbricati modulari. «Terminata la pausa forzata a causa del Covid-19, si dovrebbe partire con i lavori fisici nei primi giorni di luglio, partendo dagli scavi per realizzare gli allacci – spiega il professor Pierluigi Robino, dirigente scolastico del Marconi – esclusi eventuali intoppi, lavorando durante l’estate, i tempi saranno utili per poter essere pronti a partire per l’inizio del nuovo anno scolastico». Garantire nuovi spazi, però, non significa aver risolto il problema del distanziamento che, con tutta probabilità, continuerà ad essere richiesto anche a settembre. «Le nuove aule ci permetteranno di far sedere tutti i ragazzi e le ragazze iscritte – continua – in Valdera, però, per un altro paio di anni ancora, si avrà un aumento della popolazione scolastica: ciò significa che gli spazi aumentano, ma lo stesso vale per gli studenti, e non solo quelli che frequenteranno il nostro istituto».
A SETTEMBRE
Al momento, con l’anno scolastico concluso e una maturità ancora da portare a termine, le decisioni sul rientro degli studenti e delle studentesse sono in stand-by. «Parlare dello scenario di settembre, ad oggi, è impossibile – dice il professor Robino – non ci sono ancora gli elementi necessari per poter fare una valutazione e, soprattutto, occorrerà osservare l’evoluzione epidemiologica e capire quali scelte verranno fatte a livello nazionale». Ovvio che l’Iti “Marconi”, così come le altre scuole in Italia, dovranno adottare le giuste misure. «In media, un’aula scolastica nel nostro Paese misura all’incirca 50 metri quadrati – specifica – mantenere il distanziamento interpersonale risulta, quindi, molto difficile». Facili equazioni, purtroppo, non ce ne sono. «Raddoppiare il numero di aule implica raddoppiare il numero dei docenti – puntualizza il professor Robino – non so quanto questa soluzione possa essere fattibile».
IN ATTESA
Nel frattempo, come nel resto d’Italia, anche al Marconi gli alunni stanno continuando con le lezioni a distanza, impossibilitati a vivere i propri spazi scolastici. «Compatibilmente ai mezzi e alle possibilità, sta procedendo abbastanza bene – prosegue – a differenza di altri ambiti, non stiamo avendo grossi problemi con questa modalità didattica». Le lezioni on-line, in ogni caso, sono ben altra corsa rispetto alla più classica lezione frontale. «La didattica in aula non è completamente sostituibile – conclude il professor Robino – per gli studenti è fondamentale vivere insieme la quotidianità e le esperienze scolastiche». Nella speranza che, presto, possano tornare a viverle ancora. —
Pietro Mattonai
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