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«Sicurezza in concia, non faremo sconti»

N. D. M.
«Sicurezza in concia, non faremo sconti»

Tania Benvenuti (Cgil) parla alla vigilia della riapertura «Gli imprenditori hanno dato prova di responsabilità»

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SANTA CROCE

«Fra i conciatori il senso di responsabilità ha prevalso, ora riaprire “bene”, in sicurezza, è la sfida più grande». È un augurio ma anche un monito quello della segretaria della Cgil Zona Cuoio, Tania Benvenuti, al tessuto produttivo, alla vigilia della riapertura.

«La riapertura a ranghi ridotti, concessa in Toscana il 27 aprile per riorganizzare gli ambienti e salvare le pelli umide, ha visto una timida partecipazione delle aziende, meno di quanto ci si aspettasse – dice –. In generale il comprensorio ha dato prova di grande responsabilità, mentre il nostro sindacato chiedeva a gran voce anche a livello nazionale la chiusura dei servizi essenziali e ha dovuto scontrarsi duramente con Confindustria. Sappiamo ormai che in Lombardia il 60% delle aziende ha continuato a lavorare, mentre nel nostro distretto hanno chiuso tutti. Durante i nostri controlli, le aziende trovate aperte si contano sulle dita di una mano, mentre le deroghe, da noi verificate in prefettura, in tutto sono state poco più di una trentina e sempre finalizzate a mandare pochissime persone in ufficio a controllare la posta, le macchine, caldaie e poco più».

Eppure qualcuno in Toscana spinge, già da tempo, per riaprire. «Il settore moda ha fatto molta pressione, il caso Prato lo dimostra – continua Benvenuti –. Nel comprensorio invece molti hanno capito che non possiamo permetterci, in nessun modo, una recrudescenza sul fronte dei contagi. Il problema di un’azienda diventerebbe in poco tempo un problema di tutti e questo ha invitato le aziende alla massima prudenza, anche in vista delle misure di sicurezza che dovranno essere attuate da domani».

Da qui la politica di controllo che il sindacato garantisce per le prossime settimane. «Siamo in contatto continuo con il presidio Asl di prevenzione igiene e sicurezza sui luoghi di lavoro e non faremo sconti a nessuno – promette –. Invitiamo i lavoratori a contattarci e segnalare eventuali anomalie».

Di dispositivi di sicurezza, intanto, si è scritto anche in un protocollo ad hoc per il conciario. «I protocolli nazionali sono troppo generici – continua –. Bene è stato metterci intorno ad un tavolo fra persone che conoscono il settore. Assicurare turnazioni, contingentamento, spazi e dpi in conceria non è come farlo in altre aziende. Lo stesso si è fatto a livello regionale per l’edilizia, altro grande settore che riparte lunedì. I ritmi non potranno essere quelli di un tempo. Alcune cose ci sono chiare, altre le dovremo monitorare in corso d’opera». –

N. D. M.



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