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Rubano l’identità di due connazionali per farsi assumere come netturbini
Pontedera: indagati due senegalesi che lavoravano per la cooperativa Ati. Hanno fornito documenti veri ma di altre persone
PONTEDERA. Identità falsa, documenti veri. Hanno rubato l’identità di due connazionali e con i loro documenti si sono fatti assumere prima da una cooperativa di servizio, che collaborava con Geofor nella raccolta del rifiuti, e ora si apprestavano a raggiungere l’agognato posto a tempo indeterminato, grazie al maxi reclutamento di personale deciso da Geofor. Ma per due operai della nettezza urbana il primo giorno di lavoro nell’azienda di Gello di Pontedera è rimasto un miraggio.
Nel frattempo, la polizia li ha denunciati per sostituzione di persona e dovranno spiegare come sono riusciti ad ottenere documenti falsi e chi, strada facendo, eventualmente li ha aiutati. La polizia sta ancora accertando se i due operai sono stati aiutati nella fase in cui hanno presentato i documenti di lavoro. È certo che uno ha usato l’identità di un senegalese che vive a Pontedera e l’altro di un connazionale che è stato in Italia anche se ora risulta tornato in Senegal.
L’indagine è partita nei giorni scorsi quando Geofor spa ha annunciato che dal primo maggio, festa del lavoro, avrebbe assunto a tempo indeterminato circa 150 persone, attingendo dalla forza lavoro di Ati e Avr. Un esposto ha informato il commissariato che tra i dipendenti di una delle due cooperative c’erano alcuni dipendenti che usavano false identità, che si erano fatti assumere con nomi di connazionali esistenti, con il fine di coprire il fatto che sono clandestini. Sono state disposte immediate verifiche che hanno permesso di accertare il raggiro. Due dipendenti di Ati, la coperativa di Castelfiorentino che ha sede anche a Pontedera e che aveva inglobato parte della coop Arca di Cascina, sono rimasti nelle maglie dei controlli Dopo un primo screening, così lo ha definito la polizia, i due sono stati accompagnati al commissariato e sottoposti a identificazione mediante impronte digitali con il sistema Afis, un database più che affidabile. La verità è subito venuta a galla. I due non sono quelli che fino a pochi giorni fa hanno detto di essere. Hanno lavorato sotto mentite spoglie, utilizzando documenti veri dei due connazionali, probabilmente al corrente di quello che stava succedendo.
I due, uno di 36 anni e il secondo di 30, non hanno potuto che confermare. Entrambi sono stati denunciati alla Procura della Repubblica per i reati di sostituzione di persona e false dichiarazioni a pubblico ufficiale sulla propria identità. Per entrambi è stato avviato l’iter per l’espulsione coattiva dal territorio nazionale. C’è una indagine in corso anche sui due senegalesi che hanno messo a disposizione i loro documenti per la truffa.
«Questa indagine, che è stata condotta con rapidità e impegno – ha precisato il dirigente del commissariato, Luigi Fezza – è arrivata a conclusione nel giorno in cui i due, insieme a tanti lavoratori onesti, stavano portando a termine l’ultimo giorno di lavoro con la cooperativa per poi essere internalizzati da Geofor, sottraendo due preziosi posti di lavoro ad altrettanti colleghi che, nonostante avessero tutte le carte a posto, sarebbero rimasti esclusi dalla procedura di stabilizzazione».
L’indagine ha sorpreso la maggior parte dei colleghi e gli stessi amministratori di Goefor. L’azienda al riguardo ha spiegato di avere «preso, come previsto dalla normativa e in accordo con le sigle sindacali, l’elenco degli aventi diritto all’assunzione. Ovvero già dipendenti della cooperativa presso cui prestavano servizio. In presenza di un illecito, l’azienda agirà sotto tutti gli aspetti, compresa la costituzione di parte civile per i danni derivanti dalla questione».
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