Il Tirreno

Pontedera

sos occupazione 

La Uilm alza i toni: cassa integrazione non ancora pagata È inaccettabile

Il segretario provinciale denuncia la situazione vissuta dagli operai e dalle loro famiglie «Colpa di Inps e banche»

2 MINUTI DI LETTURA





PONTEDERA

«Siamo fortemente preoccupati dai ritardi nell’erogazione dei trattamenti di cassa integrazione ordinaria, straordinaria e in deroga. Le lavoratrici, i lavoratori della provincia di Pisa e le loro famiglie non possono attendere ancora; la crisi sanitaria non ha congelato le loro spese». Samuele Nacci, segretario provinciale della Uilm Uil chiede interventi rapidi per una situazione che sta coinvolgendo tantissime famiglie, dopo lo stop alla produzione per numerose fabbriche a causa del coronavirus.

«I ritardi sono legati al fatto che il meccanismo di autorizzazione per l’erogazione del trattamento economico alle lavoratrici e ai lavoratori di cassa integrazione da parte dell’Inps, prevede tempi biblici – riprende l’esponente dei metalmeccanici della Uil –. Anche l’anticipazione bancaria dell’ammortizzatore sociale non sta funzionando come già successo in passato, dato che in molti casi le procedure burocratiche delle banche alzano vere e proprie barriere di carte bollate davanti alle imprese. Vorrei ricordare che tutti i lavoratori sono stati sospesi dall’attività lavorativa non dal coronavirus, ma a seguito di un decreto emanato dal presidente del consiglio il quale, allo stesso tempo, ci rassicurava che lo Stato avrebbe comunque tutelato economicamente i lavoratori. Se il governo non interviene a snellire la burocrazia velocizzando le procedure, il rischio sociale nella nostra provincia sarà enorme».

Il rischio è di veder crescere il numero di nuovi poveri: «L’emergenza coronavirus sta mettendo in ginocchio l’economia della provincia di Pisa. Tutti i settori produttivi sono in difficoltà. Possiamo confermare questa situazione di crisi anche dalle tante richieste di aiuto economico che pervengono al sindacato e al mondo del volontariato. Circa un terzo del mercato del lavoro privato della nostra provincia sta vivendo una condizione di disagio economico e sociale. Ritengo che ci sia bisogno di un intervento immediato anche da parte delle istituzioni politiche locali e regionali».

Secondo Nacci, Regione, Provincia e Comuni devono sollecitare il governo centrale a far arrivare subito i soldi nelle tasche delle lavoratrici e dei lavoratori. Se ciò non avviene la nostra provincia rischierà un “lockdown” dei consumi e dell’economia per molto tempo, mettendo a rischio molti posti di lavoro oltre ad impoverire i cittadini in un quadro economico già messo a dura prova dalle precedenti crisi e da una spregiudicata delocalizzazione del lavoro verso l’estero. —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La protesta

Milano, scontri al corteo sul carovita: tavoli e sedie contro la polizia. Ci sono feriti – Disordini anche a Torino e Bologna

di Redazione web