Italia
Sfregio neofascista ai partigiani, il sindaco denuncia. Indagano i carabinieri
Volantini anonimi a Montopoli: «CoronAnpivirus uccide da oltre 70 anni». Capecchi: «Gesto gretto e meschino che offende tutti noi»
MONTOPOLI. «“CoronAnpivirus». Sta tutto in questo termine il disprezzo che fra il 24 e 25 aprile, Festa della Liberazione, ignoti hanno tappezzato di volantini un po' in tutto il territorio comunale di Montopoli, soprattutto nei pressi del Sacrario dei Caduti di S. Sebastiano, luogo dove tradizionalmente in aprile si commemora la Resistenza. Iniziativa in spregio alla memoria che, a seguito anche di altri eventi simili avvenuti nel comune negli ultimi due anni, ha convinto il sindaco Giovanni Capecchi a fare denuncia ai carabinieri, insieme al presidente della locale sezione dell'Anpi, Giorgio Parlanti. «Un gesto gretto e meschino – lo definisce Capecchi – che offende tutti i cittadini e la Costituzione. Ancora più grave è aver sfruttato l'anonimato per ledere la memoria e il significato di un luogo simbolico».
Nel volantino si legge: "Coron-ANPI-virus. Uccide da oltre 70 anni. 25 aprile il nostro onore la vostra eterna sconfitta, noi non abbiamo tradito», su uno sfondo tricolore. Affronto che rappresenta solo l'ultimo capitolo di una serie di messaggi di stampo neofascista che nottetempo hanno fatto la loro comparsa nel comune, in luoghi simbolo della memoria partigiana. Quella stessa a cui Parlanti, insieme alla sezione Anpi, ha voluto rendere omaggio in modo diverso, con un volantino in cui a rispondere idealmente agli ignoti volantinatori non è l'associazione, ma proprio un partigiano, caduto in combattimento contro soldati tedeschi nell'estate del '44 a Capanne. «Mi chiamo Loreno Santini e ho 18 anni, io e altri sei come me giaciamo all'interno del Sacrario. Tenetela stretta questa nostra Italia, ne ha bisogno, andate orgogliosi della libertà che vi dona. Godetene anche per noi che non abbiamo avuto tempo. Vigilate sulla democrazia che vi abbiamo donato. Noi abbiamo visto chi, nella notte del 24 aprile, ha sfregiato la nostra Casa, posando su di essa fogli scritti con odio e rancore nei nostri confronti; non abbiamo visto cose peggiori di questo spregio e vi diamo un consiglio. Si comincia dalle piccole cose, e poi non si sa dove si va a finire, state sempre dalla parte della democrazia, l'uomo solo al comando noi l'abbiamo conosciuto e combattuto, sappiamo che per perdere la libertà basta un momento, per riconquistarla ci vuole...sangue».
Indignazione che è giunta fino in Regione, dove la consigliera Pd Alessandra Nardini ha denunciato con forza l'accaduto. «Dopo l'atto vandalico alla lapide in memoria del Partigiano orentanese Lido Duranti a Roma, purtroppo dobbiamo registrare un altro grave episodio. Come è tipico dei fascisti si sono mossi di nascosto, con codardia, per provare ad avvelenare la comunità. Evidentemente frustrati per come la Storia ha umiliato la loro ideologia di morte e oppressione, questi figuri ci ricordano che permane il loro potenziale inquinante». —
Nilo Di Modica .
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