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Pontedera

fucecchiese di 83 anni 

La pandemia... in rima ecco la poesia di Angiolina

M.S.
La pandemia... in rima ecco la poesia di Angiolina

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FUCECCHIO

Angiolina Zingoni era una bambina quando l’Italia attraversava il terribile guado della seconda guerra mondiale. Così, ora che Angiolina (83 anni) è madre e nonna, ha deciso di scrivere una poesia, perché questa reclusione forzata causa coronavirus le fa tornare alla mente i ricordi della guerra: chiusa in casa, cercando di sopravvivere ad un nemico che, stavolta, è invisibile e silenzioso, non ha la divisa tedesca e colpisce i soggetti più deboli: gli anziani. La poesia l’ha intitolata “La pandemia” e l’ha scritta perché non prendeva sonno. Lei, che è vedova e non può vedere figli e nipoti per i motivi che tutti conoscono, ha una spontanea e lineare abilità di scrivere:

«Una notte – racconta – mi son messa a scrivere, perché mi sembrava di rivivere quei momenti: già allora – come adesso – eravamo abituati a stare con le famiglie divise. Oggi però non vediamo questo nemico, mentre a quei tempi quando sentivamo gli aerei tedeschi ci buttavamo nelle fosse per nasconderci. Ma se siamo ripartiti in quell’occasione, ce la faremo ancora».

Ecco la poesia di Angiolina: “La pandemia, una grave malattia, è arrivata e noi si deve stare nella nostra casa amata. La mattina quando mi alzo apro la finestra e vedo, in alto, un sole scalzo: la strada è vuota, senza rumori altro non c’è se non piccioni viaggiatori. Il coronavirus ci ha condannati a stare per lungo tempo isolati, distanti dai lavori, dagli impegni e soprattutto dai parenti stretti e degni. Vorrei vedere i miei nipoti e figli da due mesi rinchiusi come conigli. Momenti tristi e dolorosi, siamo tutti molto ansiosi, ci rivolgiamo al padre nostro che ci aiuti, ci protegga da questo mostro. Io arrivo alla sera con tanta nostalgia perché sola e senza compagnia. Dopo cena faccio il solitario e dimentico questo calvario. La giornata è passata ma ho da passare la nottata: vado a dormire a letto, penso e non mi addormento. Penso a questa pandemia e il sonno se ne va via. Questa è una strage per tutti, resto a pensare, affinché questo finisca presto». —

M.S.

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