Il Tirreno

Pontedera

Sposarsi a Palazzo dei Priori di Volterra il 25 Aprile: "Che questo matrimonio sia una liberazione"

Andreas Quirici
La coppia all'interno del loro appartamento dopo il matrimonio a Palazzo dei Priori davanti a pochi intimi
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La coppia all'interno del loro appartamento dopo il matrimonio a Palazzo dei Priori davanti a pochi intimi

Il sì di Giorgio e Franca davanti al sindaco e ai testimoni. "Ci siamo conosciuti esattamente sei anni fa ad Assisi. E lì torneremo dopo il lockdown" 

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VOLTERRA. Il 25 aprile di sei anni fa, Giorgio e Franca partirono su un pullman turistico da Volterra diretti ad Assisi. Lui era l’organizzatore della gita, lei una fedele che si apprestava a visitare per la seconda volta una delle città simbolo della religione cristiana. In quel viaggio è scoccata la scintilla fra i due che li ha portati a sposarsi proprio ieri, nel giorno della Liberazione nell’anno del coronavirus. Un’unione sancita davanti a pochi intimi, così come vuole il distanziamento sociale imposto dall’emergenza sanitaria. Nella sala del maggior consiglio di Palazzo dei Priori solo gli sposi, i due testimoni e il sindaco Giacomo Santi che, tra una deposizione di corone ai monumenti dei Caduti e l’altra, ha trovato il tempo di celebrare un matrimonio speciale.

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È il primo matrimonio ai tempi del coronavirus e dell’anno celebrato a Volterra.

Cinquantanove anni Giorgio Bonicoli, sessantotto Franca Cavicchioli. Entrambi sono alle seconde nozze. Lo sposo è un pisano trapiantato a Volterra dove lavora come funzionario di banca. Sua moglie, invece, è una volterrana doc, titolare da trentacinque anni di un negozio di parrucchiera nella centralissima via dei Sarti. «Abbiamo sempre detto che il nostro matrimonio si sarebbe celebrato il 25 aprile, giorno in cui ci siamo conosciuti – dice Bonicoli – Peccato averlo fatto senza poter festeggiare con parenti e amici. Ma, vista la situazione, va bene così. Quello che importa è poter lanciare un messaggio positivo e di fiducia nel futuro. L’auspicio è che questo matrimonio sia per noi e per tutti una vera liberazione dal passato e dalle difficoltà di questo ultimo periodo».

I due stavano pensando da tempo a sposarsi. Alla fine dell’anno scorso è stata presa la decisione, messa un po’ in bilico dall’arrivo in Italia del Covid-19. «Poi però ci siamo decisi a fare il grande passo – aggiunge lo sposo –. Abbiamo una certa età e, visto che gli anziani sono i più colpiti, era il momento giusto per farlo».

E così si sono presentati a Palazzo dei Priori dopo che Franca, il giorno precedente, si è messa ai fornelli per preparare il pranzo di nozze. Già, perché la sposa ha voluto cucinare senza fare ordinazioni a domicilio. «Vengo da una famiglia di campagna – racconta – dove si cucinava sempre per qualcuno in più che, chissà, si sarebbe potuto presentare alla porta. È chiaro che, in questa circostanza, saremmo stati solo noi due, ma ho voluto comunque impegnarmi per mio marito e per celebrare al meglio un giorno speciale». Riso freddo al pesto, melone e arista. Questo il menù della festa intima, consumata nella casa dove la coppia vive da tempo. Nel suo piccolo, un banchetto coi fiocchi. «Speriamo che questo contagio venga sostituito dalla speranza e dalla riapertura dei sentimenti, della vita e del lavoro. Viva la famiglia che è la base per ripartire», dice di slancio Franca poco prima che i due si mettano finalmente a tavola e si godano il pranzo.

Un 25 Aprile da ricordare per i due “sposini”, ma anche per i familiari e gli amici. E che rappresenta un nuovo inizio per Giorgio e Franca, ma anche un po’ per tutti noi dopo così tanti giorni di lockdown. Un isolamento che impedirà alla coppia di andare subito in viaggio di nozze. «L’importante è riprendere a vivere, compreso il lavoro di Franca – dice Bonicoli –. Al nostro viaggio ci penseremo. Di sicuro, la prima città che visiteremo sarà Assisi, dov’è nato il nostro amore più forte del tempo e di questo tremendo contagio».

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di Redazione web