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l’emergenza coronavirus 

La sartoria si rilancia con le mascherine fashion anche per i tifosi di calcio

MARCO SABIA
La sartoria si rilancia con le mascherine fashion anche per i tifosi di calcio

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FUCECCHIO

Non hanno, oggettivamente, avuto molta fortuna nello scegliere le tempistiche per inaugurare la loro nuova attività artigianale e imprenditoriale: la casa di moda fucecchiese La Margot – che ha aperto i battenti a metà dicembre dello scorso anno – era (e lo è tuttora) nata per realizzare vestiti di alto livello da indossare in occasioni speciali, come i diciottesimi. Poi, però, è sopraggiunto il coronavirus, che ha azzerato completamente qualsiasi tipo di cerimonia e di conseguenza anche l’indotto che vi ruotava attorno, come la realizzazione di vestiti. E allora cosa fare per cercare di sopravvivere in attesa di tempi migliori? Semplice, realizzare a mano ciò che è adesso è più ricercato sul mercato: le mascherine.

La sartoria La Margot – fondata da Riccardo Lippi insieme alla moglie Sabrina Lenzi e alle stiliste Valentina Zhang e Alessandra Lotti – da settimane realizza questi dispositivi di protezione individuale, in questo caso in cotone e quindi riutilizzabili.

E fa col proprio stile, perché chi l’ha detto che la mascherina deve essere anche brutta? Oltre alle mascherine vengono realizzate anche cuffie per infermiere, vendute entrambe ad un prezzo “calmierato”, cioè senza speculare su una domanda che adesso è cresciuta esponenzialmente. La piccola casa di moda ne ha donate anche alcune ma al momento non può ancora permettersi di regalarne a stock. Particolarmente di successo quella coi colori della Sampdoria, visto che dalla Genova blucerchiata stanno arrivando ordini a gogò. Poi quella nera col tricolore e tante altre versioni, per ogni gusto. «Ne abbiamo vendute già parecchie migliaia – spiega Lippi – trasmettendo un messaggio di accessibilità e di non sciacallaggio sul triste momento vendendole ad un prezzo più che onesto per il prodotto che sono. Essendo una piccola realtà nata da poco non abbiamo la forza di procedere per donazioni ma lo faremo quando possibile, sarà una delle priorità in questo mondo scriteriato».

Un “Made in Fucecchio” di successo, frutto dell’inventiva tipica di questo territorio. Tutto nella speranza di tornare a disegnare e cucire vestiti per le ragazze che sognano un diciottesimo indimenticabile, perché vorrebbe dire che la normalità è stata ristabilita. —

MARCO SABIA

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