Il Tirreno

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MISURE ANTI CRISI 

Concertazione per sostenere turismo e conciario

NILO DI MODICA

Il sindaco di Montopoli convoca un tavolo di lavoro aperto a opposizione, enti di categoria e sindacati: «Progettiamo il domani fin da subito»

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MONTOPOLI

«Un tavolo di lavoro per discutere sulle idee per ripartire, ponendoci come priorità immediate il sostegno alle famiglie e alle imprese». Lo annuncia il sindaco di Montopoli Valdarno Giovanni Capecchi a conclusione della commissione Affari istituzionali. Un tavolo, nelle intenzioni del sindaco e della sua giunta, «al quale sono invitate anche le forze di opposizione, le associazioni di categoria e i sindacati: serviranno le forze migliori per dare un nuovo futuro alla comunità».

Gruppo di lavoro da allestire in vista della attesa “Fase 2”. «Purtroppo – spiega il sindaco – la crisi non si limiterà alla sanità ma inciderà fortemente anche sul comparto economico, con una ricaduta sulla stabilità delle imprese e sull’occupazione dei nostri concittadini, prospettando una situazione di estrema incertezza per il futuro del Paese. Occorre muoversi sin da subito per progettare il domani». Per affrontare quelle che saranno le conseguenze dell’emergenza sanitaria, secondo il sindaco, è necessario dare inizio ad una sinergia ampia ed efficace. «Occorrerà la collaborazione di tutti – conclude – Il tessuto imprenditoriale, i lavoratori e le famiglie hanno bisogno di misure ed azioni decise: il nostro obiettivo è quello di dar loro le risposte necessarie per superare questo momento».

Una crisi senza precedenti, per la quale ancora non esistono misure pensate ad hoc per alcuni settori, a cominciare dal turistico che a Montopoli è largamente presente, ma non solo. «Non ci risultano chiusure al momento fra le strutture ricettive, ma ovviamente vi sono molte disdette – dice l’assessore alle attività produttive Valerio Martinelli – Sempre sul comune, poi, insistono anche molte realtà del calzaturiero, legati a filo doppio all’attività delle concerie santacrocesi. Sento personalmente tutti i giorni imprenditori con esigenze particolari che si preoccupano di riuscire a pagare la cassa ai propri dipendenti o che girano più di una banca invano per avere liquidità, perché i decreti annunciati non ancora forza attuativa e si accompagnano a procedure ancora troppo farraginose. Per far fronte a tutto questo abbiamo pensato questo tavolo». —

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