Il Tirreno

Pontedera

la 50ª edizione in programma a novembre 

La Mostra del tartufo in bilico «Se si farà, sarà rivoluzionata»

Nilo Di Modica
La Mostra del tartufo in bilico «Se si farà, sarà rivoluzionata»

Fiordispina (San Miniato Promozione): «Molti dubbi, spero sia occasione di rilancio» Il sindaco Giglioli non si sbilancia: «Prenderemo una decisione dopo il 4 maggio»

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SAN MINIATO

Mostra Mercato in bilico o completamente rivoluzionata? Questo il grande dubbio da sciogliere in questi giorni di emergenza Covid-19, mentre in tutto il paese si prova a immaginare la fantomatica “fase 2”. La 50ª edizione della più importante vetrina sanminiatese, già prevista per gli ultimi tre fine settimana di novembre, potrebbe saltare il passo o dovrà comunque essere rivista nell'ottica del distanziamento sociale. Tema di cui dibatte in questi giorni la politica, ma che soprattutto è nei pensieri dei vertici della Fondazione San Miniato Promozione.

«Abbiamo molti dubbi sull'edizione di quest'anno – dice il presidente della fondazione Delio Fiordispina –. Questo è il momento dell'anno in cui avremmo dovuto mandare via i bandi per i partecipanti agli stand, ma al momento tutto è fermo e si guarda alla data del 4 maggio per prendere qualche decisione in più». Situazione in linea con tante altre grandi kermesse del settore. «Da Alba non sappiamo niente – dice Fiordispina – anche loro avevano anticipato le date, dal 10 ottobre all'8 dicembre, per la 90ª edizione. Avevamo preparato una grande promozione in primavera, con stand già prenotati alla finale nazionale di basket a Ravenna e per il Festival Tipicità a Fermo, ma è tutto sospeso. Come ferme sono le altre vetrine del tartufo a San Miniato. Per Cigoli c'erano già i manifesti in giro, ma ovviamente è tutto bloccato».

L'impressione è che, se anche ci sarà una Mostra, non sarà quella che ricordiamo. «In questi anni avevamo cambiato molte cose, per adeguarci ai decreti Torino e all'antiterrorismo – spiega il presidente – immagino che dovremo lavorare duramente in vista dell'attuale emergenza. Mi piace pensare che la Mostra possa essere quell'occasione di rilancio che attendono i settori più colpiti dalla pandemia, l'enogastronomico e il turistico, ma è chiaro che la missione dell'evento cambierà. Le migliaia di persone erano l'anima della festa».

Anche in Comune non si scompongono: «I dati sul turismo sono sconfortanti, quanto ai ‘se’ e ai ‘come’ della Mostra del Tartufo decideremo dopo il 4 maggio – dice il sindaco Simone Giglioli –. È immaginabile però che, se si potrà fare, dovrà cambiare radicalmente». Un mutamento che presta il fianco ad un dibattito politico in cui in questi giorni si inseriscono le opposizioni. «Già in tempi non sospetti – dice la consigliera Manola Guazzini, della lista Cambiamenti – proponevamo una Mostra diversa, maggiormente diffusa sul territorio, meno concentrata sulle tensostrutture e più volta a valorizzare spazi, fondi e palazzi antichi. E’ venuto il momento di prendere sul serio questa visione, dato che non sarà possibile organizzare un evento dalle congestioni e dai numeri che conosciamo».

Visione accolta anche dal centrodestra: «Sono convinto – dice il capogruppo di Forza Italia in consiglio Michele Altini – che tartufai e organizzatori della Mostra siano in grado, messi nelle dovute condizioni, di tirare su l’iniziativa “rinnovata” anche in tempi stretti, ma servono direttive chiare».

Mentre il capogruppo della Lega Roberto Ferraro chiede un forte alleggerimento del carico tributario sull'uso degli spazi pubblici per ristoratori e commercianti, e sul Tartufo domanda di «concentrare energie, spazi e strutture della Mostra di quest’anno solo sulle vere tipicità di San Miniato, a cominciare proprio dal tartufo, riducendo i settori dedicati ai prodotti non locali». —

Nilo Di Modica

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