Gioco
Migliaia di mascherine al giorno saranno realizzate a Volterra
Trovato (finalmente) il fornitore di materiale, in partenza i primi prototipi Dopo il via libera dell’istituto di chimica dell’Università, partirà la produzione
VOLTERRA
«Il fornitore di materiale l’abbiamo trovato. I detenuti lavoratori faranno una decina di mascherine prototipo. Poi saranno inviate all’istituto di chimica dell’Università di Firenze. Se darà la convalida, a maggio la sartoria del carcere produrrà migliaia di mascherine al giorno». Trovato. La caccia al fornitore del materiale idrorepellente Tnt è finita. È il direttore del dipartimento del farmaco della Asl Toscana Nord Ovest, Giuseppe Taurino, ad annunciarlo. Ora i tempi sono certi. La produzione delle mascherine tessuto non tessuto al carcere di Volterra comincerà a maggio. Stavolta il fornitore pare quello “buono”.
C’è voluto un mese per trovarlo. In mezzo c’è un tentativo andato a vuoto. Come mai? «La ricerca del fornitore si è basata sull’elenco della Regione. Abbiamo chiamato il primo fornitore, poi però si è scoperto che il materiale non era in regola. Ora siamo al secondo. Credo sia quella giusto», dice Taurino.
Ma facciamo un passo indietro. Torniamo alla metà di marzo. Lo tsnumani del Covid-19 ha colpito in pieno il Paese. Gli italiani sono alle prese coi primi effetti del decreto #Iorestoacasa. Tutti chiusi dentro le mura domestiche impauriti dalla diffusione del virus. Intanto i detenuti di mezza Italia sono insorti. Sette morti a Modena. Nove ostaggi a Melfi (poi rilasciati). In Toscana esplodono proteste nelle carceri di Livorno, Pisa, Massa Marittima e Prato. Nasce l’idea di coinvolgere i detenuti nella produzione di mascherine. Per farli sentire utili alla società. Per costruire un ponte di solidarietà tra i carcerati e chi è in prima linea a combattere il virus. È l’idea del direttore del dipartimento del farmaco della Asl Toscana Nord Ovest Giuseppe Taurino e della direttrice del carcere di Massa Maria Cristina Bigi. Pronta l’adesione del direttrice del carcere di Volterra Maria Grazia Giampiccolo. Ora il materiale per fare le mascherine è stato trovato. Sarà Taurino a scandire modi e tempi della produzione. I campioni li fanno i detenuti lavoratori. Le schede tecniche inviate dalla direttrice di Estar Monica Piovi a Taurino fanno da guida. L’Università di Firenze controlla se i campioni sono in regola. Poi la produzione potrà cominciare. E a maggio il ponte di solidarietà tra detenuti e ospedali toscani potrà sprigionare – è proprio il caso di dirlo – tutta la sua forza positiva.
La sartoria industriale del carcere di Volterra realizzerà alcune migliaia di mascherine tessuto non tessuto al giorno. A quanto dice la Asl, la produzione impegnerà ottanta detenuti. Faranno due turni. I detenuti impegnati nell’operazione sono poco meno della metà della popolazione carceraria di Volterra. L’istituto di pena conta 174 detenuti su una capienza di 187 posti regolamentari (e 4 posti non disponibili). Così dice il sito del Ministero della Giustizia. Le mascherine tessuto non tessuto sono in grado di proteggere i polmoni nei reparti ospedalieri no Covid-19. Verranno utilizzate dai detenuti, dalla polizia penitenziaria, dagli uffici amministrativi del carcere. Serviranno a proteggere il personale sanitario ai check point degli ospedali e delle strutture sanitarie regionali. Certo. Alcune migliaia di mascherine al giorno sono una goccia nel mare rispetto alla spropositato numero di mascherine di cui necessitano le strutture sanitarie. «Ma è una bella iniziativa«, commenta l’assessora regionale alla salute Stefania Saccardi. —
SAMUELE BARTOLINI
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
