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Piaggio, Usb boccia l’intesa sulla sicurezza

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Riduzione del ruolo dei responsabili della sicurezza e poca chiarezza sulle misure igienico-sanitarie. Sono alcuni degli argomenti che hanno portato l’Unione sindacale di base (Usb) a non firmare il protocollo d’intesa sui provvedimenti da attuare alla Piaggio per la ripresa produttiva.

Secondo gli esponenti dell’Usb, «al primo posto c’è la salute dei lavoratori, delle loro famiglie e la tutela dei criteri di protezione per la popolazione. La produzione di beni non essenziali potrà ripartire solo quando ci saranno le condizioni dentro e fuori le aziende». Così è stato respinto il protocollo perché, secondo l’Unione sindacale di base, «è inadempiente nella rimodulazione dei carichi di lavoro e nel ricorso allo smart working; centralizza le decisioni sul Comitato aziendale; riduce il ruolo delle Rls e delle Rsu; manca della necessaria chiarezza sulle misure organizzative e igienico-sanitarie; non fornisce ai lavoratori l’informazione e la formazione necessaria sulle disposizioni e sull’uso dei dispositivi di protezione individuale».

Un altro elemento negativo per l’Usb è «la mancanza di riduzione dell’orario di lavoro per permettere lo scaglionamento dei lavoratori in ingresso, in uscita, per ridurre le presenze nei reparti, negli spazi comuni, bagni, spogliatoi e mense» oltre al fatto che «non si tiene assolutamente conto della necessità di garantire più pause, per le necessità fisiologiche e soprattutto per attenuare il “peso” delle mascherine». —

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