Il Tirreno

Pontedera

La sagra non si fa ma le fragole di Terricciola arrivano porta a porta

Sabrina CHIELLINI
La sagra non si fa ma le fragole di Terricciola arrivano porta a porta

L’idea di un produttore grazie ai social e intanto il Covid ridimensiona anche la storica kermesse dedicata alle ciliegie a Lari 

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SPAZIO AI PIANI “B”

La sagra della fragola di Terricciola non si fa ma la tradizione è salva. Il virus si sta portando via una dietro l’altra anche le feste di paese, sagre e ricorrenze patronali. Ma c’è spazio per resistere e reinventarsi. Lo stop della sagra è stato dettato, conferma il sindaco, Mirko Bini, dalle restrizioni legate al coronavirus. «Ma non disperiamo – dice il sindaco – negli anni la produzione di fragole nostrane era un po’ diminuita. Sul nostro territorio c’è un’azienda agricola, quella di Plinio Carloni, che sta vendendo le fragole anche con la promozione su internet. Un po’sta portando avanti la tradizione». A vederle su Facebook le fragole di Plinio sembrano molto gustose. «Abbiamo tante richieste e da quando c’è questa emergenza vado con l’auto e un furgone a consegnare le fragole», racconta Plinio Carloni, 38 anni, che da circa quattro anni si è dedicato all’azienda di famiglia, a conduzione familiare. «Mio padre faceva fragole da 47 anni – dice Plinio – mi dispiaceva lasciare andare tutto». La vita in campagna e in agricoltura ha i suoi tempi. «La mattina ci svegliamo e facciamo la raccolta delle fragole – aggiunge – poi la consegna a chi le ha ordinate. La nostra azienda agricola produce un po’ di tutto, dal vino all’olio, ma il nostro cavallo di battaglia sono sempre state le fragole. Anche se con fatica e sacrifici c’è la voglia di andare avanti». Ìn questo periodo di virus Carloni si è organizzato per fare consegne a domicilio, nel rispetto delle regole e delle restrizioni. «Non andiamo troppo lontano ma nelle frazioni del comune facciamo le consegne e anche a Peccioli. Le richieste ci sono. Mia sorella fa i mercati di Campagna Amica, ora che sono ripresi portiamo i prodotti anche a Ponsacco o dove si fanno i mercati dei prodotti a km zero». I canali social aiutano nelle vendite a domicilio. L’abbandono dell’agricoltura, ha decimato i produttori. E a Terricciola sono rimaste solo due aziende “dedicate”, oltre a quella di Carloni c’è anche un’altra realtà, di Davide Turchi.

Lari si sta riorganizzando per non perdere il tradizionale appuntamento con le ciliegie. «Non possiamo nemmeno immaginare di organizzare la nostra festa in modo tradizionale, con bancarelle e stand. Credo che le disposizioni che vietano le occasioni di assembramento non saranno abbandonate alla fine di maggio. Con tutte le cautele previste dalla normativa stiamo pensando di riorganizzarci in vista dell’appuntamento».

Anche uno degli eventi storici del panorama gastronomico toscano, che si tiene a Lari dal 1957, deve reinventarsi. «Aspettiamo il decreto di inizio maggio per capire come organizzarci – dice il sindaco, Mirko Terreni – pensiamo a una sorta di mercato della ciliegia, che però dovrà tenere conto delle restrizioni che ci saranno al momento». Potrebbero essere pensati più giorni di vendita della ciliegia o e più punti in cui si può acquistare il frutto di Lari, sempre in sicurezza, senza file e resse. Al momento non sembrano esserci margini, anche se molti hanno paura a dirlo apertamente, per pensare che lo show vada avanti d’estate come se non ci fosse stata una pandemia da migliaia di morti nel mondo. Gli ingranaggi delle varie organizzazioni di sagre e feste sono pronti a mettersi in moto. Ma i dubbi sono molti.

«Se si fare il Teatro del Silenzio? Al momento non ci sono indicazioni per un rinvio» conferma Alessio Barbafieri, sindaco di Lajatico e presidente dell’Associazione Teatro del Silenzio, che promuove con la produzione City Sound di Milano il mega concerto. Anche il mondo dello spettacolo è in standby. Peccioli sta riorganizzando la rassegna Undici lune che si svolge a luglio, nella consapevolezza che quasi sicuramente concerti e spettacoli che richiamano migliaia di persone non potranno svolgersi. «Anche Festivaldera salterà un giro – dice Macelloni – al momento, nostro malgrado, questa è la situazione. Dovremmo abituarci almeno per un periodo a vivere in maniera diversa». L’unione fa la forza. Se c’è da aiutare a difendere un territorio e i suoi prodotti Peccioli non si tira indietro. Allora, se un grande mercato della ciliegia a Lari non potrà essere fatto, l’evento potrebbe per un anno diventare diffuso e svolgersi sempre come “Sagra della cieliegia di Lari, ma anche in altre piccole piazze dei paesi. I cittadini non si allontaneranno da casa ma troveranno il gusto di un frutto che ogni anno in migliaia andavano a cercare. –

Sabrina CHIELLINI

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