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l’emergenza coronavirus 

“Banca delle ferie” per aiutare i dipendenti costretti all’inattività

“Banca delle ferie” per aiutare i dipendenti costretti all’inattività

Intesa Enel-sindacati: chi resta al lavoro dona ore ai colleghi L’Ugl: la società usa per la prima volta gli ammortizzatori sociali

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Solidarietà fra colleghi in Enel in favore di chi è costretto a non lavorare a causa dell’emergenza sanitaria dovuta al coronavirus. In pratica, chi in questo momento resta in servizio donerà una o più giornate delle proprie ferie a chi è stato imposto lo stop.

Il tutto deriva da un accordo fra Enel Italia e le organizzazioni sindacali del settore elettrico per tutelare i lavoratori dell’azienda impegnati in attività operative che in questo momento sono ridotte o addirittura sospese a causa dell’emergenza Covid-19. Si tratta principalmente del personale che svolge attività in esterno e a possibile contatto con altre persone. Per non ricorrere a misure più pesanti per i lavoratori, come ad esempio la cassa integrazione, sono state adottate misure contrattuali straordinarie previste dal Contratto collettivo nazionale lavoratori elettrici.

«È la prima volta che il gruppo Enel fa ricorso ad ammortizzatori sociali – dicono da Ugl Chimici Energia – e questo fa pensare alla gravità della crisi generata da questa emergenza ma crea anche un precedente che purtroppo, abbiamo il timore, potrà essere usato anche in altre occasioni, rivolto ad esempio al personale delle centrali termoelettriche».

Secondo l’accordo, per i periodi di inattività dovuti all’emergenza ai dipendenti interessati verranno riconosciute giornate di permesso retribuito con recupero, che potranno essere compensate alla ripresa delle attività nelle successive prestazioni di ore di lavoro eccedenti il normale orario lavorativo. «Per ridurre drasticamente il numero di ore da recuperare – aggiungono dal sindacato – è stato creato un sistema solidaristico in cui saranno i dipendenti attualmente in servizio, molti dei quali in smart working, a poter scegliere di donare una o più giornate delle proprie ferie, che saranno poi ripartite tra i dipendenti interessati per contribuire alla compensazione dei permessi retribuiti a recupero».

La “Banca delle ferie” avrà da subito a disposizione un numero di giorni donati dall’azienda pari al numero dei dipendenti in forza in Italia e sino a fine maggio, data di termine dell’accordo, potrà raccogliere le ferie donate su base volontaria. —



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