Gioco
Il vescovo contro i “sapientoni” che vorrebbero riaprire le chiese
VOLTERRA
Dopo la Domenica delle Palme e con l’inizio della settimana santa, arriva il messaggio pasquale del vescovo di Volterra, Alberto Silvani. Parole che cercano di mantenere la vicinanza tra la chiesa e i fedeli in questi giorni di distanza sociale per cercare di contrastare il dilagare del contagio da coronavirus. E che affrontano temi d’attualità come la richiesta di riaprire le chiese in questi giorni di avvicinamento alla Pasqua avanzata dal leader della Lega Matteo Salvini. Silvani non lo cita mai, ma parla di «sapientoni che rivendicano la libertà della Chiesa» e di «salomoni di sapienza». E poi, il vescovo invita i fedeli a esporre simboli per la Pasqua alle finestre.
«Di fronte alla necessità di non fare assembramenti per evitare il contagio, prassi che è passata dalla Cina all’Italia e poi ormai a tutto il mondo con ordinanze dell’autorità civile e con prescrizioni delle autorità di tutte le religioni – dice Silvani – insorgono i soliti sapientoni che rivendicano la libertà della Chiesa. Vorrebbero una Chiesa forte, che non si sottometta alle leggi dello Stato, che rivendichi le proprie libertà. Lascio immaginare ai lettori cosa direbbero questi «salomoni di sapienza» se Papa e vescovi invitassero i fedeli a partecipare alle celebrazioni: «Ecco le solite persone prive di senso comune che si curano solo della loro popolarità, che mettono a rischio la vita delle persone e le sacrificano pur di farsi vedere nella loro pompa». Evidente il riferimento alle aperture delle chiese durante il periodo pasquale chieste da Salvini pochi giorni fa.
«Nella prima lettura del giovedì santo ci viene descritta la Pasqua degli ebrei, da celebrare in famiglia, mangiando l’agnello e segnando le porte delle case con il suo sangue – prosegue il vescovo di Volterra –. Senza voler rubare nulla al rito dei nostri “fratelli maggiori”, proviamo a celebrare la nostra Pasqua nell’intimità della famiglia, pregando e collegandoci a una delle trasmissioni disponibili. Riscopriamo il valore della preghiera in famiglia. Anziché compiere il rito dell’aspersione del sangue, mettiamo un drappo bianco o una candela accesa alle finestre, oppure un rametto d’olivo, anche se non benedetto, sulla porta di casa, oppure un altro segno pasquale come un disegno dei nostri bambini. Sarà il segno che in quella casa si sta celebrando o si è celebrata la Pasqua». —
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