La protesta
Aggredisce la compagna davanti alla loro figlia Le due allontanate da casa
Il provvedimento deciso per mettere in sicurezza la donna che è incinta Un caso seguito dai servizi soclali. Denunce incrociate
VOLTERRA
In tempi di coronavirus può diventare complicato anche mettere in sicurezza una donna, incinta alla trentesima settimana, e madre di un’altra figlia, minorenne. L’ennesimo episodio di violenza domestica è accaduto nei giorni scorsi a Volterra. Protagonista una coppia, il cui rapporto probabilmente è stato messo a dura prova da una stretta convivenza oltre che dalle difficoltà economiche dovute al blocco di numerose attività.
I carabinieri di Volterra sono stati costretti ad intervenire nell’abitazione dopo che era scoppiata una violenta lite tra i due conviventi. Una discussione nata per motivi banali avrebbe fatto perdere la testa al giovane padre, accusato di avere aggredito la compagna.
Sul posto, oltre ai militari dell’Arma, è intervenuto il 118. La giovane donna è stata accompagnata all’ospedale e i medici le hanno riscontrato i segni delle percosse al cuoio capelluto e delle abrasioni sul collo.
Subito sono stati informati, come da protocollo, i servizi sociali e la Procura della Repubblica.
C’era la necessità, a quanto è emerso, di mettere in sicurezza la donna e la figlioletta per evitare il ripetersi di litigi e situazioni a rischio. È stato deciso, su indicazione della magistratura, di trasferire la donna lontano da Volterra, in un comune dove abita la sua famiglia d’origine.
Il tempo potrà aiutare a capire se le tensioni familiari possono in qualche modo essere affrontate, anche se in questa fase ci sono state querele incrociate.
Se la donna ha confermato di essere stata picchiata, il convivente a sua volta l’ha denunciata sostenendo di essere intervenuto a difesa della minorenne che, a suo dire, era stata rimproverata in maniera troppo energica dalla madre. Versione questa che la donna respinge ed è proprio anche per questo motivo che è stato deciso di accompagnare la donna presso i parenti, anche se abitano in un’altra regione. Per la tutela di madre e figlia, una volta che è stato deliberato il provvedimento, è scattato un periodo di quarantena in modo da escludere rischi di contagio per loro e i familiari che le hanno accolte. Non è stata dunque una decisione presa a cuor leggero, chi ha seguito il caso ha ritenuto di non poter rinviare questa misura, dopo che la donna ha denunciato ed è scattato il codice rosso.
Una storia dolorosa per diversi aspetti. Lo è ancora di più perché la donna aspetta il secondo figlio dal compagno, ora denunciato dai carabinieri per il reato di maltrattamenti in famiglia. –
S.C.
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