Il Tirreno

Pontedera

Polizia locale contro i “leoni da tastiera” 

Sui social: «I vigili non fanno niente». Sette denunciati

Sabrina Chiellini
Il comandante Daniele Campani
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Il comandante Daniele Campani

Due i post su Facebook finiti nel mirino. Cinquecento persone  controllate in un mese, 1.500 le verifiche alle attività 

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PONTEDERA. “Rompono a chi lavora” altre espressioni “ora che non c’è il mercato i vigili non fanno nulla” non sono passate inosservate. Un classico esempio di commenti a briglia sciolta sui social network che non passano senza conseguenze. Non è la prima volta che succede sui gruppi Facebook. Tant’è che quelle parole in libertà, apparse tra i commenti a post pubblicati da cittadini che si lamentavano di chi non rispettava i divieti del decreto #IoRestoaCasa, avranno un epilogo giudiziario. Sono sette le persone che sono state denunciate, con un’informativa inviata alla Procura della Repubblica, dalla polizia municipale. Lo ha spiegato il comandante della Municipale, Daniele Campani, facendo un bilancio dei controlli della Polizia Locale dell'Unione Valdera — Comando Territoriale di Pontedera, da quando sono scattate le misure restrittive. «Pattuglie in divisa e in abiti civili presidiano il territorio. Durante i servizi svolti in questo mese di marzo, con pattuglie operative giorno e notte, sono stati controllati circa 500 persone e 350 veicoli, con 15 persone denunciate penalmente dalla Municipale prima che la norma venisse depenalizzata e 7 quelle multate successivamente, per non avere rispettato i divieti», ha spiegato Campani. Mentre sono stati ben 1500 i controlli sulle attività, per verificare il rispetto delle chiusure. La polizia municipale ha denunciato anche sette persone per diffamazione a mezzo Internet. Sono due i post che hanno generato commenti ritenuti offensivi e risalgono a metà marzo. «In due casi distinti hanno pensato bene di diffamare questo Corpo – sono le parole del comandante Campani – , che come le altre forze di polizia è in prima linea, a rischio della propria salute». Ma entriamo nello specifico. «Nel primo caso, un ragazzo rispondendo ad un commento su Fb nel gruppo Sei di Pontedera se, forse fermato durante i normali controlli ha pensato bene di apostrofare con frasi ingiuriose l'operato del Corpo, mentre altri due soggetti hanno cliccato "mi piace"». Un mi piace che vale una denuncia, con tanto di inevitabili spese legali. «Nel secondo caso, una signora, sempre sul gruppo Sei di Pontedera se, rispondendo ad un commento ha scritto una serie di considerazioni prive di fondamento, e offensive alla professionalità e dignità degli appartenenti al Corpo, ricevendo consensi da parte di altre 3 persone, una con risposta e "mi piace" le altre 2 con "mi piace". Tutti sono stati deferiti alla Procura per Diffamazione». Commenti che devono essere sfuggiti agli amministratori della pagina. Molti ancora non lo sanno ma scrivere sui social cose inopportune che ledono la professionalità o quant'altro delle persone o il mettere a tali commenti il solo " mi piace" «ravvisa il reato di diffamazione a mezzo Internet (art. 595 c. 3 c.p.) e questo Comando procederà nei confronti di tutti questi leoni da tastiera». —

Sabrina Chiellini.

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