Il Tirreno

Pontedera

trasferimento letti e macchinari dall’auxilium a lucca 

Sos Volterra all’attacco: «Perso un altro treno»

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VOLTERRA

«Mentre tutti in tutta Italia, rivendicano un ruolo per gli ospedali periferici, a Volterra si è preferito il silenzio di tomba per settimane, per poi cedere timidamente alla proposta (avanzata da noi) di mettersi in gioco direttamente, solo dopo l’offerta, della Fondazione Cassa di Risparmio di Volterra, pronta a finanziare il progetto». L’associazione Sos Volterra, che vede in prima linea l’ex primo cittadino Marco Buselli, interviene sul trasferimento di macchinari e letti dell’Auxilium Vitae di Volterra all’ospedale di Campo di Marte a Lucca dov’è in fase di allestimento un reparto per la cura di pazienti affetti da coronavirus e giudica tardivo l’annuncio del sindaco Giacomo Santi di uno studio fattibilità tecnico-sanitario per fare il tanto atteso accordo tra Auxilium Vitae e l’Asl con l’obiettivo di dotare la città etrusca di letti per la terapia intensiva.

«È come un giocatore di calcio che sta in panchina, e via via, durante la partita, gli chiedono di prestargli la maglietta, poi le scarpette ed infine, per ultimi, i pantaloncini. Se poi deve entrare in campo, il giocatore si trova in mutande. Avevamo chiesto invece di poter mettere a disposizione da subito spazi, risorse umane e professionali, tecnologie, per poter immediatamente realizzare una seconda linea, capace di decomprimere realtà di terapia intensiva già dedicate al Covid19, accogliendo invece pazienti che continuano ad esistere e per cui necessita un’alta intensità di cura. Anche e soprattutto per la popolazione locale, che la necessità di questi posti ce l’ha da sempre. È stato perso un altro treno, stavolta molto importante. Ora c’è solo da sperare che la temporanea mancanza di ciò che è andato altrove, non indebolisca il sistema sanitario locale e che si mettano da subito, (tempi dell’emergenza permettendo) e senza aspettare taumaturgici studi di fattibilità, in rete la quasi trentina di anestesisti di Pontedera, con i cinque che reggono il sistema ospedaliero di Volterra. Per avere una rianimazione. E non un suo pallido e rachitico surrogato». –

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