La protesta
Dalle protesi ai pazienti Covid ecco il “nuovo” San Pietro Igneo
Stop interventi ad anca e ginocchio, 30 letti pronti a supporto del San Giuseppe per i contagiati meno gravi col potenziamento dell’organico di medici e infermieri
FUCECCHIO
Quando a Fucecchio parli del San Pietro Igneo tocchi un nervo scoperto, un po' come nel caso di piazza Montanelli (che molti volevano libera da nuove costruzioni). La sua chiusura (nel 2008) non è mai stata digerita del tutto: l'ospedale aveva il pronto soccorso e aveva una rinomata cardiologia, oggi rimasta soltanto in parte marginale, senza le apparecchiature di un tempo. I fucecchiesi hanno sempre rimarcato il fatto che non fosse giusto privarli soprattutto del pronto soccorso ma così è stato e pian piano si sono dovuti adattare.
Nel frattempo l’ospedale cittadino, oggi diretto da Renato Colombai, è diventato un cosiddetto focus hospital, cioè una struttura concentrata su una determinata branca della medicina (in questo caso l’artoprotesica). Il San Pietro Igneo è così rinato, prima come Cesat e adesso come artoprotesica (senza più il coinvolgimento dell’Università di Firenze). Ma mai i fucecchiesi avrebbero immaginato che il loro nosocomio cambiasse nuovamente pelle per adattarsi alla gestione dell’emergenza dal Covid-19. Eppure è così, perché da oggi i reparti tradizionalmente destinati ai pazienti operati ad anca e ginocchio (gli interventi sono sospesi) sono a disposizione delle persone dimesse dal San Giuseppe di Empoli e bisognose di cure intermedie (cioè senza terapia intensiva) per essere dichiarate finalmente guarite dal Covid. Empoli è l’Hub, cioè l’ospedale di riferimento nell’Empolese e nel Valdarno, mentre Fucecchio è stato messo a disposizione dall'Asl Toscana Centro per liberare spazio nei reparti di viale Boccaccio a Empoli. Il San Pietro Igneo, di conseguenza, si è trasformato in un classico reparto di medicina, dove infermieri e medici già presenti verranno presto affiancati da ulteriori professionisti contrattualizzati dalla Regione. Per chi arriva in piazza Lavagnini non si notano particolari cambiamenti, salvo che per lo striscione che invita a restare a casa. All’interno la situazione è diversa, perché gli operatori sanitari dovranno indossare i dispositivi di protezione individuale (guanti, occhiali, mascherine, tute monouso) e l'attività di cure intermedie sarà differente da quella che riguarda un paziente a cui è stata inserita una protesi all'anca o al ginocchio. La speranza è che questi 30 posti bastino e che da Fucecchio escano sempre più pazienti liberi dall’incubo del virus. L’ospedale porta il nome di un abate, vescovo, cardinale e santo, che divenne Igneo perché ebbe il coraggio di camminare sui carboni ardenti, rimanendo miracolosamente indenne. Da lì fu subito fatto oggetto di una particolare devozione nel 1068 fu chiamato a guidare l’abbazia di San Salvatore a Fucecchio. Anche chi da oggi starà in trincea a Fucecchio dovrà avere un coraggio simile per combattere una battaglia che nessuno si aspettava. —
marco sabia
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