La protesta
Scarcerata la donna imputata di tentato omicidio del marito
Per anni ha vissuto a Cascina dove lavorava come badante È uscita da Sollicciano e ora è ospite della figlia L’aggressione con un coltello
cascina
È uscita dal carcere per andare ai domiciliari dalla figlia, Istvanne Szegedi, 59 anni, sotto processo con l’accusa di tentato omicidio del marito, l’imprenditore Angelo Lo Coco, 73 anni, di Livorno.
Lo ha deciso il collegio del Tribunale di Livorno accogliendo la richiesta del difensore, l’avvocato Roberto Nocent. L’udienza di ieri mattina si è svolta in videoconferenza con l’imputata detenuta a Sollicciano prima della scarcerazione avvenuta nel pomeriggio.
Il pm Sabrina Carmazzi di Livorno nell’ultima udienza aveva chiesto una condanna a 13 anni per tentato omicidio. Nella sua arringa il legale della donna, per anni residente a Cascina dove faceva la badante, ha invocato la derubricazione del reato da tentato omicidio a lesioni volontarie aggravate.
Il collegio ha rinviato al 22 aprile per repliche e sentenza.
Per l’accusa il movente sarebbero «i presunti tradimenti virtuali del settantaquattrenne nei confronti della donna» che aveva spostato nel 2017. Per questo avrebbe cercato di fargli ingerire degli psicofarmaci, poi avrebbero sfondato la finestra della camera dove l’uomo aveva cercato di nascondersi dando l’allarme alla polizia, infine lo avrebbe picchiato e colpito con una coltellata al petto che solo per alcune circostanze fortunate «la doppia canottiera che indossava e il peso dell’uomo» non l’ha ucciso.
Andando nello specifico di quello che successe nell’appartamento di via Borsi a Livorno la mattina del 4 maggio 2019, il pm ha ripercorso il comportamento della donna. «Una condotta – aveva spiegato – non tenuta a causare lesioni, ma la morte del marito visto che ha mirato al petto, a sinistra, dove c’è il cuore e si possono colpire i polmoni. Ne ero certa durante l’arresto e più certa lo sono adesso. L’intenzione era quella, altrimenti non lo avrebbe colpita in quel posto vitale».
E il fatto che all’arrivo degli agenti si sia fatta disarmare senza opporre resistenza non viene ritenuta un’attenuante. —
P.B.
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