Sicurezza
Internet a singhiozzo ma vince l’ingegno
Gli istituti scolastici della Valdicecina riescono a mandare avanti i programmi grazie a qualche idea e a tanto impegno
volterra
«Stamani è stata una pena collegarsi coi ragazzi...». C’è un che di sconsolato nella parole di alcuni docenti in questi giorni di insegnamento a distanza in una terra, la Val di Cecina, che non ha mai brillato per linee e connessioni. Eppure le scuole, sia sul piano didattico che su quello meramente logistico e amministrativo, sono fra gli enti che hanno recepito più in fretta il cambiamento epocale del “lavoro agile” e del telelavoro elevato a sistema.
«Il problema sono soprattutto le reti – spiega Maria Teresa, docente di uno degli istituti superiori volterrani – Alcuni ragazzi, residenti in comuni limitrofi, affacciati sulla costa o sul Senese o nelle valli del comune di Volterra, talvolta hanno molte difficoltà a connettersi». Problemi che secondo alcune stime degli stessi docenti riguarderebbero circa un 15% degli studenti «dai quali però – precisa un prof più sospettoso – dovremo togliere chi cerca di darsi alla macchia». Le zone peggiori: le parti pianeggianti come Molino d’Era e Villamagna, alcune frazioni di Pomarance e Castelnuovo. Le scuole però sono corse ai ripari. «Stiamo monitorando la situazione – commenta la dirigente dell’Istituto Carducci Nadia Tani – i primi giorni saranno stati complicati, ma già poco dopo l’inizio dell’emergenza tutte le classi hanno iniziato questa nuova organizzazione didattica, rispettando l’orario». Sia il Carducci che l’altro importante istituto di scuola superiore di Volterra, il Niccolini (con anche l’Itis Santucci di Pomarance) si sono subito attivati per garantire ai ragazzi la continuità didattica attraverso programmi e reti messe a disposizione dal ministero, ma anche mettendo a disposizione pc o tablet a chi ne aveva bisogno. Quanto ad amministrativi e collaboratori scolastici, dopo i primi giorni a lavoro fra protezioni individuali, sanificazione degli ambienti e turnazioni, oggi sono tutti a casa, con le segreterie attive in smart working. «Le difficoltà maggiori sono semmai per i ragazzi che avevano il sostegno – spiega la dirigente del Niccolini Ester Balducci – a cui manca tutta la parte dell’assistenza specialistica. Per il resto tutto prosegue: esercizi, interrogazioni, lezioni, simulazioni d’esame con le quinte e via dicendo». «Anche lo sportello psicologico dedicato agli studenti è stato garantito – assicura Tani – in diretta video coi ragazzi che ne fanno richiesta». Quanto alle difficoltà di connessione, entrambi gli istituti sono convinti di poterle sormontare attraverso il caricamento dei video: chi non può seguire in diretta ha la possibilità di vedersi dopo la lezione. E c’è chi azzarda anche un’ipotesi, come la preside Balducci: «Potrebbe venirne qualcosa di buono a fine emergenza – dice – per tutti i ragazzi che già adesso avevano difficoltà a seguire le attività pomeridiane».
La scuola però non è solo teoria. Gli attrezzi del laboratorio di alabastro al liceo artistico, come le cucine dell’alberghiero, sono chiuse. Come sopperire? «Con un lavoro sui ragazzi intorno al concetto di limite e di opportunità: inventarsi, guardarsi intorno e dentro con altri occhi» dice Gianni Gronchi, storico docente del liceo artistico. «Ovviamente puntiamo a portare avanti la parte teorica, ma invitiamo anche i ragazzi a cogliere l’occasione che un momento di tale portata storica offre loro. È il momento di ingegnarsi con i pochi mezzi che hanno a casa per testimoniare in maniera creativa ciò che stanno vivendo. La creatività è anche questo». —
Nilo Di Modica
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