Il Tirreno

Pontedera

Don Dò, tra pranzi (virtuali) con i fedeli e barzellette

M.S.
Don Dò, tra pranzi (virtuali) con i fedeli e barzellette

Il parroco di Santa Croce pronto anche a trasmettere la Via Crucis sui social «Dobbiamo infondere coraggio, forza e un po’ di buonumore» 

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il prete operaio

«Può bastare anche una barzelletta per far sentire meno sola una persona in un momento come questo, dove conviviamo con l’angoscia e la paura costantemente». Don Donato, lo storico parroco di Cerreto Guidi ora a Santa Croce, è tra quelle guide spirituali che stanno continuando a celebrare la messa: ovviamente senza fedeli, trasmettendo la funzione religiosa in diretta Facebook. Fa strano anche a Don Donato trovarsi in chiesa quasi da solo, in compagnia di alcune suore agostiniane. «Non sappiamo – spiega – come andranno le prossime settimane, speriamo di poter tornare quanto prima alla normalità. Sarebbe bello festeggiare la Pasqua assieme ma se non fosse possibile ci organizzeremo per trasmettere in diretta le celebrazioni, come la Via Crucis». Anche perché i fedeli stanno rispondendo bene, dai social assistono alle celebrazioni di Don Dò: «La messa serve per stare insieme e noi lo siamo comunque, anche se a distanza. Fa piacere vedere il volto del proprio prete e le panche della chiesa dove ogni domenica si va a pregare. È importante poterci distrarre e io cerco di infondere coraggio, forza e un po’ di buonumore. La scorsa settimana ho chiesto ai miei parrocchiani di invitarmi a pranzo, così loro mi hanno inviato le foto delle loro tavole col posto riservato a me. E a volte anche una barzelletta ci può distogliere da questa angoscia ci pervade da giorni e giorni». Ma non sempre la situazione è rosea, la vita va avanti e finisce indipendentemente dal coronavirus: «Se un malato ha bisogno di conforto io vado, se la persona viene a mancare prometto che faremo la messa più avanti. A volte mi chiamano anche su Whatsapp, semplicemente per sentire una voce amica; la chiesa è questo, è comunità». Don Dò, infine, si appella ai suoi colleghi: «Mettiamoci nei panni dei parrocchiani, che hanno bisogno di sentirsi meno soli ed impauriti. Dobbiamo far sentire la nostra presenza ai fedeli in ogni modo possibile, anche via Facebook». Di sicuro, per un prete iperattivo come Don Dò – abituato a scalare in bici il San Baronto e sempre contornato da tanta gente – deve esser stato complicato adattarsi al ruolo di guida spirituale a distanza: «È vero ma per fortuna ho le suore, che a debita distanza mi tengono compagnia». –

M.S.

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