Il dolore
Querce piange per la morte di Giuseppe Cerfeda
Il 58enne parrucchiere è stato colpito da infarto mentre si trovava nel giardino di casa sua. Lavorava nell’attività di famiglia a Pistoia
FUCECCHIO
Ha destato profonda tristezza e dolore a Fucecchio l’improvvisa scomparsa di Pino Cerfeda, parrucchiere 58enne stroncato venerdì da un infarto nella sua abitazione sulle colline di Querce (nelle Cerbaie fucecchiesi).
Pino, infatti, era residente a Fucecchio ed era sposato con una fucecchiese, Alberta Giannotti, socia del maglificio Vezzena in zona Ferruzza. Fucecchiesi sono anche i suoi due figli - Gianmarco e Veronica - che erano in casa quando il padre si è sentito male. Oltre a loro, lascia la madre Rosetta, i fratelli Angela, Andrea e Gianni e il nipotino Geremia, tre anni, che da quando era nato era diventata una delle sue principali passioni. Insieme a quella per la libertà: la libertà di andare a cavallo o di percorrere migliaia di chilometri in Vespa. A Pino hanno rivolto commosse un saluto anche le nipoti Ilaria e Federica.
Il 58enne, che si trovava nel giardino della sua casa, si è portato una mano al petto e poi si è accasciato a terra, colpito da un attacco di cuore. A niente è servito l’intervento di un medico che abita vicino e del personale del 118. Pino, insieme al padre Tonino e ai due fratelli, lavorava nel salone di parrucchieri “Tonino” in Galleria Nazionale a Pistoia, inaugurato nel 1965 dal padre, il quale era arrivato in Toscana da Lecce per salutare un amico, trovando lavoro come barbiere e facendo venire a Pistoia la famiglia per poi acquistare quel negozio.
Una storia di immigrazione - sudore e impegno per poi godersi i frutti dei sacrifici - tipica della Toscana degli anni Sessanta. La sua morte ha lasciato sgomenti i tanti che, negli anni, lo avevano conosciuto, sia a Fucecchio che a Pistoia. D’altronde in 40 anni di lavoro chissà a quante persone Giuseppe - ma per tutti Pino - aveva fatto i capelli. La salma di Cerfeda verrà cremata. —
Marco sabia
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