Sicurezza
Solidarietà batte paura donatori di sangue in aumento all’Avis
montopoli
Gli appuntamenti fissati da qui alla fine di marzo sono già 21, ai quali si aggiungono anche 6 nuovi donatori alla prima esperienza. Sei persone che alla fine si sono convinte, proprio adesso, per dare il proprio contributo alla battaglia nazionale in difesa dei servizi ospedalieri.
Sono i numeri delle prossime donazioni di sangue gestite dall’Avis comunale di Montopoli. Numeri in linea con la tendenza regionale della Toscana, dove a dispetto del trend nazionale l’emergenza coronavirus non solo non sta mettendo in difficoltà i centri trasfusionali, ma addirittura convince gli indecisi ad avvicinarsi finalmente al mondo della donazione.
«I nostri numeri sono positivi – raccontano dall’Avis di Montopoli – ma in Toscana non siamo affatto una mosca bianca, perché i dati regionali dimostrano che le donazioni sono decollate un po’ dappertutto». Merito anche della comunicazione e degli appelli degli ultimi giorni, che hanno permesso di superare dubbi e timori legati alla diffusione del Covid-19. Innanzitutto il timore di recarsi in ospedale e la paura di essere contagiati, ma anche il dubbio di non potersi muovere per raggiungere i centri trasfusionali. «Il Ministero della Salute – ricordano i volontari dell’Avis – ha chiarito che la donazione di sangue rientra tra le “situazioni di necessità”, anche se è bene andare a donare a seguito di prenotazione, per regolare il numero degli accessi, e portando con sé una copia cartacea della prenotazione stessa da esibire in caso di controlli. I centri trasfusionali, inoltre, sono perfettamente organizzati per garantire la sicurezza e la massima attenzione alla nostra salute».
L’Avis di Montopoli fornisce informazioni attraverso la pagina Facebook, ma anche grazie al lavoro di due ragazze del servizio civile che rispondono al numero 3485421295, utile anche per prenotare le donazioni. «Quest’attività sta dando i suoi frutti – aggiunge dall’Avis montopolese – dato che già nella prossima quindicina abbiamo una ventina di prenotazioni e 6 aspiranti donatori». –
Giacomo Pelfer
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