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Anziani isolati ma vicini alle famiglie con Whatsapp

Anziani isolati ma vicini alle famiglie con Whatsapp

La residenza è chiusa al pubblico dall’8 marzo e le tecnologie sostituiscono tombolate, balli di gruppo e i Pranzi di Babette

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VOLTERRA

La tecnologia per salvaguardare gli anziani e per consentire loro di mantenere i contatti con i familiari. Alla Rsa Santa Chiara di Volterra videochiamate, invio di foto e messaggi su Whatsapp stanno sostituendo le tombolate, la ginnastica di gruppo e i Pranzi di Babettte, attività ricreative che non è più possibile realizzare per evitare la presenza di molte persone in uno spazio chiuso. Considerato che proprio gli anziani sono quelli più a rischio con questa pandemia, l’utilizzo delle tecnologie è l’unico modo per evitare problemi.

La struttura è chiusa al pubblico dall’8 marzo con i settanta ospiti del Santa Chiara che si sono visti stravolgere la quotidianità. «Quello delle case di riposo è comunemente considerato, a torto, un mondo marginale, spesso dimenticato, riportato all’attenzione solo per mettere in evidenza gli effetti devastanti del coronavirus nelle residenze per anziani nel nord Italia – dicono dall’azienda di servizi alla persona (Asp) –. Al Santa Chiara si cerca di far fronte con tutti i mezzi disponibili all’isolamento in cui sono costretti gli oltre 70 anziani in questo periodo a causa delle seppur necessarie disposizioni regionali e nazionali. Gli operatori stanno dando il massimo pur tra le difficoltà e le carenze ben conosciute, e una mano può arrivare anche dalla tecnologia».

E allora diamo spazio alla tecnologia. Videochiamate, foto e telefonate su Whatsapp sono un modo efficace per mettere in qualche modo gli anziani in condizioni di mantenere i rapporti con l’esterno. «Gli operatori e il servizio educativo-animativo in particolare hanno ormai collaudato questo sistema di comunicazione – sottolineano dal Santa Chiara –. I familiari sorridono, si commuovono e ringraziano nel vedere i propri congiunti in foto o anche sentirli in videochiamata. Chissà se in un prossimo futuro avremo degli anziani “tecnologici”. Comunque è un modo anche questo per far fronte ad un momento difficile la cui durata ad oggi non si può prevedere, cercando di dare un tocco di umanità in più all’assistenza e confidando in tempi migliori». —



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