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Slitta il bando, la piscina non riaprirà neanche in estate

Giacomo Pelfer
Slitta il bando, la piscina non riaprirà neanche in estate

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CASTELFRANCO

La prospettiva di riaprire a giugno sembrava un po’ azzardata anche in “tempi di pace”. Troppo grande la sfida lanciata dall’amministrazione per ammodernare una struttura che vanta già diversi anni sulle spalle e alcune criticità mai risolte. Ora più che mai, invece, nel pieno della “guerra” al coronavirus, la piscina comunale di Castelfranco è destinata a restare chiusa anche per la prossima estate, dopo che il caos generato dalla pandemia ha praticamente stoppato l’iter per il nuovo bando di affidamento.

Annunciato inizialmente per gennaio, poi rinviato a febbraio con una bozza ormai praticamente pronta, il progetto di rilancio si è arenato di colpo con l’arrivo dell’emergenza, analogamente a quanto è successo del resto per tutte le questioni sul tavolo dell’amministrazione. Era lo scorso settembre quando i cancelli della piscina si chiusero con la scadenza della gestione a cura della Uisp zona Cuoio. «Stiamo valutando cosa fare», annunciò allora il sindaco Gabriele Toti, spiegando di voler ammodernare la struttura per renderla più fruibile anche nei mesi invernali. A dicembre, poi, il Comune fece sapere di avere in preparazione un bando di affidamento alla ricerca di un nuovo gestore: un partner che avrebbe dovuto farsi carico di importanti lavori di riqualificazione termica ed energetica, a cominciare dal superamento dell’attuale “pallone” invernale (tenuto in piedi da un getto di aria calda a flusso continuo), insieme alla messa a norma degli spogliatoi. L’idea, in sostanza, era quella di un partenariato pubblico-privato, con una durata massima di 15 anni e una compartecipazione del Comune alle spese annue di gestione.

«A febbraio avevamo già la bozza pronta – spiega l’assessore alla sport Federico Grossi – insieme all’atto di indirizzo che elenca tutti i lavori da fare. Prima di far uscire il bando, però, volevamo fare una valutazione per portare il tema su un livello comprensoriale, verificando se fosse stato possibile integrare alcuni servizi con la piscina intercomunale di Santa Croce e Fucecchio, anziché continuare ad avere due strutture che si fanno concorrenza a 5 chilometri l’una dall’altra».

Poi di botto è arrivato il coronavirus: «Da allora è tutto fermo – prosegue Grossi – come del resto qualunque altra attività dell’amministrazione. Ad oggi, anche ipotizzando il superamento dell’emergenza in tempi relativamente brevi, non ci sono più le condizioni per riaprire la piscina in estate. Basti pensare che negli uffici comunali i dipendenti lavorano a rotazione, senza possibilità di incontrarci e fare riunioni. Senza contare che in una situazione del genere nessuno si farebbe mai avanti per partecipare al bando. In questo momento la piscina comunale è l’ultima delle nostre preoccupazioni. Ne riparleremo una volta che sarà passata l’emergenza, come ogni altro tipo di investimento e di progetto». —

Giacomo Pelfer

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