Il Tirreno

Pontedera

Trasferta vietata a Venezia e allora Cristiana si laurea nell’azienda di famiglia a Fucecchio

Marco Sabia
Trasferta vietata a Venezia e allora Cristiana si laurea nell’azienda di famiglia a Fucecchio

Ha discusso la tesi in collegamento-video coi prof dalla sala riunioni della ditta che produce colla: «In questo modo si sente meno l’ansia» 

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tesi a distanza

Sicuramente Vincenzo Menichetti – quando negli anni Cinquanta aprì la sua fabbrica di colla – mai avrebbe immaginato che a distanza di 70 anni quella stessa fabbrica avrebbe ospitato la discussione di una tesi, oltretutto di una sua pronipote. È invece è andata così, perché ai tempi del coronavirus laurearsi nella maniera tradizionale (professori davanti, familiari e amici dietro e poi festa tutti assieme) è impossibile. Bisogna arrangiarsi, ingegnarsi per trovare una soluzione alternativa. Che per fortuna la tecnologia offre, grazie al web: Cristiana Parisi, 28 anni, si è laureata venerdì all’interno della sala riunioni della Menichetti Glues & Adhesives, nell’azienda fondata dal bisnonno.

Non potendo recarsi all’Università Ca’ Foscari di Venezia per discutere la sua tesi specialistica in “Relazioni Internazionali Comparate”, Cristiana non ha fatto altro che spostarsi nella sala riunioni dell’azienda, nella quale tra l’altro da qualche tempo lavora. Davanti a lei, collegati via internet, c’erano i componenti della commissione. A distanza di sicurezza, invece, i familiari, che rispettando le norme attuali erano dislocati nella sala diventata improvvisamente “universitaria”.

«I miei familiari e i miei cari – racconta – erano a distanza, con le mascherine e coi gel disinfettanti a disposizione. È stato strano: oltretutto per un certo periodo ho avuto paura di dover rinviare la data di laurea, visto il continuo evolversi della situazione» . Ma com’è laurearsi, praticamente, dal proprio ufficio? «È diverso, psicologicamente senti minore ansia dentro di te, percepisci meno la presenza della commissione che ti andrà a giudicare. I professori li vedi davanti a te, ma in verità si trovano ognuno nella propria abitazione. È come essere in una bolla di sapone, dove ad un certo punto chiudi il portatile e ti dici “Bene, mi sono laureata”» . A parte questo è andato tutto nella maniera tradizionale: vestito “da laurea”, corona d’alloro da neo dottoressa e familiari – non troppo vicini – felici: «Mia mamma Meri si è commossa – continua Cristiana – mentre mio papà Ezio mi ha fatto capire con lo sguardo le sue emozioni. Non dovendomi recare a Venezia ho potuto avere qui anche i miei nonni Mauro e Fernarda, un regalo ulteriore».

La tesi – che le ha permesso di laurearsi con la votazione di 95/110 – verteva sul “Ruolo del mediatore nei negoziati falliti”, esaminando come casi studio il conflitto di Cipro e la divisione della Corea. Magari fra qualche anno un aspirante dottore in psicologia farà una tesi proprio sulle sessioni di laurea “a distanza”, sul tipo di impatto che hanno sul candidato e anche sulla commissione. D’altronde in questo momento difficile gli abbracci bisogna darli col cuore, non con le braccia. E magari fra qualche decennio sarà proprio la neo dottoressa a raccontare ai suoi nipoti che la Menichetti Glues & Adhesives produce colla ma anche... lauree. —

Marco Sabia

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