Il Tirreno

Pontedera

capitale della cultura 

«Ora serve un piano biennale di rilancio»

Alessandro Bientinesi
«Ora serve un piano biennale di rilancio»

Dopo lo stop per il 2021 (in favore di Parma), Volterra guarda avanti: «Il governo proclami lo stato di crisi per la cultura»

3 MINUTI DI LETTURA





VOLTERRA. La decisione spetta ufficialmente al governo ma con tutta probabilità il ministro della cultura Dario Franceschini accoglierà l’appello firmato anche dal sindaco di Volterra per far slittare di un anno le iniziative legate alla candidatura della città come capitale della cultura. Una mano tesa a Parma che, a causa dell’emergenza coronavirus, aveva già dovuto riprogrammare o sospendere una serie di eventi fissati per quest’anno.

Volterra, ora, deve, in mezzo alla gestione dell’emergenza, rimettersi a lavoro per riorganizzare un piano in grado di rilanciare un’economia che proprio il Covid-19 rischia di mettere in ginocchio. E nel frattempo invierà un’altra lettera al ministero per chiedere la proclamazione dello stato di crisi.

«La cultura per la nostra città è un’attività produttiva, produce economia. E il nostro turismo è culturale – spiega il sindaco Giacomo Santi –. Avendo un turismo principalmente culturale vedere, in questi giorni, piazza dei Priori e tutte le strade deserte ci costringe a guardare anche oltre. Quando questa situazione sarà, si spera, completamente risolta. E il dossier per la candidatura a città italiana della cultura, ora più che mai, diventa decisivo».

Questo anche se il governo guidato dal premier Giuseppe Conte dovesse ufficializzare l’annullamento di Parma 2020 e riprogrammare un Parma 2021. Con Volterra che, in caso di vittoria sulle concorrenti, dovrà necessariamente diventare Volterra 2022.

«Dopo questa situazione è prevedibile che ci sarà una maggiore “domanda” di turismo interno, di italiani che vorranno riscoprire luoghi a loro preclusi proprio in questo periodo. E in questa ottica dobbiamo farci trovare pronti, pensando di investire e programmare non più nella sola ottica di Volterra capitale della cultura, ma con un piano spalmato su un periodo più lungo, almeno fino al 2022». L’amministrazione, dunque, dopo essere stata costretta a tutti gli effetti a rinunciare alla candidatura per l’anno prossimo, si è rimboccata subito le maniche.

«Abbiamo già fatto investimenti importanti sul dossier e queste sono risorse che non dovranno andare disperse – spiega l’assessore alla cultura Dario Danti –. Dovevamo ancora impostare le voci di bilancio sugli eventi turistici, ma ancora non erano stati decisi gli investimenti. Alla luce di questo slittamento andranno sicuramente rivisti e riprogrammati».

Nel frattempo Volterra chiederà al ministro Franceschini di proclamare lo stato di crisi, appello che sarà firmato anche da molti altri assessori alla cultura. «Ora abbiamo tutta l’estate per programmare l’apertura dei musei, ad esempio, anche nel fine settimana in orario serale e non solo in concomitanza degli eventi principali in programma a Volterra – spiega l’assessore comunale Danti –. Concorderemo con Parma, poi, una serie di iniziative congiunte nell’ottica del rilancio turistico in questo biennio».

«Questo cataclisma che ha colpito il nostro paese ora ha un’emergenza sanitaria da gestire, ma proprio in questo momento dobbiamo avere una visione più lunga. Perché se Volterra, come tutto il paese, non ripartirà la situazione potrebbe essere davvero catastrofica». —

Alessandro Bientinesi

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa