Gioco
Volterra, il sogno slitta un anno «Lasciamo il 2021 a Parma»
Il sindaco scrive al ministro Franceschini raccogliendo l’sos della città emiliana che ha chiesto di rinviare gli eventi: «Anche questo è un modo per ripartire»
VOLTERRA. Volterra non sarà capitale italiana della cultura 2021. La pandemia legata al coronavirus che sta mettendo in ginocchio, ormai, non solo Cina e Italia ma mezzo mondo, ha costretto l’amministrazione comunale a fare un piccolo passo indietro. Proprio nel giorno in cui doveva essere consegnato il dossier, poi rinviato dal Mibact al 30 giugno. Volterra ha teso la mano a Parma, che capitale doveva esserlo in questo 2020 funesto, ma che per bocca del suo assessore alla cultura, Michele Guerra, aveva chiesto di far slittare proprio nel 2021 tutti gli eventi che, altrimenti, in questi mesi l’emergenza legata al Covid-19 avrebbero fatto saltare. Una decisione maturata nell’arco della giornata di ieri. «Purtroppo sì, nel pomeriggio abbiamo maturato questa decisione – dice con un pizzico di rammarico il sindaco Giacomo Santi –. Sicuramente siamo dispiaciuti, inutile negarlo. Per rispetto di quanti hanno svolto un grande lavoro per Volterra, però, voglio dare delle rassicurazioni in maniera chiara e precisa su tempi e modalità dello slittamento di un anno».
Volterra, infatti, non ritira affatto la sua candidatura. Ma propone di essere la città italiana capitale della cultura nel 2022. Proposta che il sindaco Santi ha messo per scritto in una lettera inviata al ministro Dario Franceschini, al sindaco di Parma Federico Pizzarotti e al presidente dell’Anci, nonché sindaco di Bari, Antonio Decaro. «A patto che tutte le città che avevano espresso la volontà di candidarsi per il 2022 non rientrino nella competizione per l’anno in oggetto ma slittino a loro volta nel 2023 – precisa il primo cittadino –. Anche questo è un modo concreto per darsi un abbraccio, per ripartire insieme, per essere al centro della futura rinascita del nostro paese e del mondo intero, attraverso cura, cultura, arte e bellezza. Ognuno farà la propria parte, insieme».
Nella mattinata di ieri questa possibilità non era ancora in piedi. È maturata nel pomeriggio, come conferma l’assessore alla cultura Dario Danti. «Gestire l’emergenza coronavirus è, in questo momento prioritario per il Comune. Poi abbiamo condiviso la scelta nel pomeriggio con il direttore della candidatura Paolo Verri – racconta Danti –. Sono partite una serie di telefonate con Ledo Prato, coordinatore del piano strategico, e l’assessore alla cultura di Parma Michele Guerra. Il sindaco, poi, ha scritto le tre lettere. Cosa cambia per il futuro? Rimandiamo di un anno, ma il percorso intrapreso fino a ora non cambia. Ero già sicuro che, dopo questo periodo difficile, per far ripartire l’economia della nostra città, basata in gran parte sul turismo culturale, la candidatura fosse fondamentale. Ora programmeremo il rilancio verso il 2022 e non verso il 2021».
Un cambiamento non da poco, anche se il maggiore tempo a disposizione per Danti non è detto sia uno svantaggio. «Al centro del dossier c’era il tema della rigenerazione umana, alla cui base c’era il prendersi cura degli altri – conclude l’assessore –. Questo fondamento resterà centrale nell’ossatura della candidatura che resta in piedi nel 2020 ma per una programmazione che dovrà avvenire tra il 2021 e il 2022. Quindi con tempi più lunghi ma che nulla tolgono all’opportunità di rilancio per Volterra». —
Alessandro Bientinesi
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